OPERAVIVA

anticipazioni, recensioni, notizie, discografie a cura di Sergio Albertini (per l'invio di news, materiali, segnalazioni, contatti: leute_heute@leonardo.it)

Da Martinafranca l'IDOMENEO di Mozart ripensato da Strauss

 

Wolfgang Amadé Mozart / Richard Strauss – IDOMENEO

Dario Schmunck, Sofia Soloviy, Cinzia Forte, Francesca Scaini, Federico Sacchi, Michele Aurelio Bruno - Orchestra Internazionale d’Italia - Coro Slovacco di Bratislava – direttore, Corrado Rovaris

Dynamic CDS 532 (2 cd)

 

Molte delle trascrizioni e degli arrangiamenti di capolavori del passato realizzati da grandi compositori della prima metà del Novecento, come l’Orfeo di Monteverdi riveduto e corretto da Ottorino Respighi e l’Idomeneo di Mozart generosamente e liberamente revisionato da Richard Strauss sono divenuti a loro volta reperti storici, e come tali vengono oggi riscoperti e riproposti, cercando dunque di essere il più possibile fedeli alle loro più o meno clamorose infedeltà: che, come tutte le infedeltà, rispecchiano, assai più degli omaggi e degli atti di devozione, i veri sentimenti degli autori di tali ”revisioni”. Nel 1929, il regista boemo Lothar Wallerstein e il direttore d’orchestra Clemens Krauss chiesero a Richard Strauss un adattamento dell’Idomeneo di Mozart da eseguire nel 1931, in occasione del centocinquantesimo anniversario della prima rappresentazione dell’opera, avvenuta a Monaco di Baviera il 29 gennaio 1781. Il libretto originale dell’Idomeneo mozartiano, scritto in italiano dall’abate Varesco, cappellano alla corte a Salisburgo, fu dunque tradotto in tedesco, e tra la primavera e l’estate del 1930 Strauss completò il suo lavoro di adattamento. Non è qui possibile, per ragioni di spazio, dar conto di tutti cambiamenti, le modifiche e le aggiunte realizzate da Strauss. Chi ascolta questo Idomeneo deve avere ben chiaro che l’opera di Mozart, così come oggi la conosciamo e l’amiamo, è solo la base su cui Strauss ha lavorato. L’opera va dunque considerata, almeno per metà, lavoro originale del compositore monacense. Se si usasse il semplice metro della pura filologia, essa risulterebbe assolutamente insalvabile. Se la si considera invece come un personale e libero ripensamento realizzato da un genio della musica sulla base del prodotto di un altro genio
della musica, essa può offrire motivi abbondanti di riflessione ed anche di genuino piacere musicale.

Cosi fan tutte diretto da Gelmetti a Roma

«Sold out» per l’Opera di Roma, sul palcoscenico del Teatro Nazionale, per il ritorno di Così fan tutte, ossia la scuola degli amanti di Wolfgang Amadeus Mozart nell’allestimento che già riscosse grande successo due anni e mezzo fa. Esauriti in anticipo tutti i biglietti per tutti i quattro spettacoli in cartellone: giovedì 8 e venerdì 9 (sempre alle 20.30), sabato 10 alle 18 e domenica 11 alle 16.30.
Il dramma giocoso in due atti (la cui trama Lorenzo Da Ponte scrisse ispirandosi a un fatto realmente accaduto a Trieste ma che ambientò a Napoli) ha debuttato nel remoto 26 gennaio 1790 al Burgtheater di Vienna. Due ufficiali, Guglielmo e Ferrando, scommettono con il vecchio filosofo Don Alfonso sulla fedeltà delle rispettive fidanzate, le sorelle Fiordiligi e Dorabella. Ma le fanciulle si lasciano irretire dalla corte di due soldati albanesi, che altri non sono che i loro stessi spasimanti, sotto mentite spoglie...
Con l’Orchestra e il Coro dell’Opera (diretto da Gea Garatti Ansuini) va sul podio e in cabina regia il maestro Gianluigi Gelmetti. Le scene sono di Maurizio Varamo, i costumi di Anna Biagiotti, i movimenti coreografici di Alfonso Paganini. Disegno luci di Patrizio Maggi. Interpreti: Anna Rita Taliento nei panni di Fiordiligi, Laura Polverelli in quelli di Dorabella. Giacinta Nicotra è la cameriera Despina, Michele Angelini è Ferrando, innamorato di Dorabella. Massimiliano Gagliardo è Guglielmo, innamorato di Fiordiligi. Bruno Taddia è Don Alfonso.
Gelmetti ha voluto trasportare l’ultima opera buffa mozartiana nella Pompei del primo secolo dopo Cristo. L’ambientazione ideale – secondo il maestro – per svolgere quel filo di erotismo continuo e ossessivo che serpeggia nella storia e nella stessa musica, descrivendo a ben guardare la solitudine dell’uomo davanti al desiderio.

ORFEO a Savona


Alessandro De Marchi

Il Teatro dell'Opera Giocosa, nel quattrocentenario dell'Orfeo di Claudio Monteverdi, una delle primissime opere conosciute, dedica parte del suo programma autunnale al mitico cantore-semidio capace di ammansire gli animali e placare la natura, simbolo della poesia e dell'arte.

L'Orfeo di Claudio Monteverdi (1567-1643) debutta sabato 3 novembre alle ore 20:30 al Teatro Chiabrera di Savona, eseguito in forma di concerto dalla prestigiosa Academia Montis Regalis, (recentemente definita dal critico Paolo Gallarati su La Stampa "complesso ormai insostituibile nella vita musicale italiana") che suonerà strumenti originali. L'Academia, nata nel 1994 a Mondovì, in provincia di Cuneo, dove ha sede, in pochi anni si è guadagnata l'attenzione del pubblico e della critica, diventando un punto di riferimento per il repertorio sei-settecentesco. I più importanti nomi internazionali l'hanno diretta (ad es. Ton Koopman, Jordi Savall, Christopher Hogwood, Reinhardt Goebel ecc.). Da alcuni anni l'Academia Montis Regalis ha affidato il ruolo di direttore principale ad Alessandro De Marchi, giovane e affermato direttore d'orchestra italiano (innumerevoli gli articoli e le copertine dei giornali specializzati a lui dedicate). Con De Marchi, che dirigerà anche questo Orfeo a Savona, l'insieme ha fatto un decisivo salto di qualità, tanto che l'Academia è stata recentemente insignita del Premio Abbiati, massimo riconoscimento elargito dall'Associazione dei critici italiani.
Veramente di altissimo livello la compagnia di canto, con Furio Zanasi (Orfeo), Gabriella Costa (Euridice), Enrico Bava (Caronte), Manuela Custer (Proserpina), Teresa Nesci (Ninfa), Luigi Pagliarini (Apollo), Adriano Gaglianello (Pastore) e Gabriele Lombardi (Plutone). Direttore dell'Academia Montis Regalis, Alessandro De Marchi; con il Coro Filarmonico "Ruggero Magrini" diretto da Claudio Chiavazza, per una nuova produzione dell'Academia Montis Regalis.

L'Orfeo di Monteverdi venne eseguito alla corte di Mantova il 24 febbraio del 1607 e fu la seconda opera che giunse a noi intera, dopo l'Euridice di Jacopo Peri, andata in scena a Firenze nell'ottobre del 1600. Il duca di Mantova, Vincenzo Gonzaga, assistette all'opera frentina e fu forse proprio per emulazione della corte medicea che i Gonzaga vollero mettere in scena, anch'essi, tale vicenda mitica a Mantova. Vi si narra l'eroica e tragica discesa all'inferno di Orfeo per riportare in vita la sua amata Euridice. Egli riuscì ad incantare Caronte con la sua lira e la sua musica, quindi fece un patto con Plutone, re degli Inferi, che gli avrebbe permesso di ricongiungersi alla donna amata: non avrebbe dovuto guardarla in viso finché non fosse stato insieme a lei alla luce del sole. Ma non resistette, sull'orlo delle Tenebre si voltò, ed Euridice ripiombò nell'oscurità per sempre. L'opera monteverdiana, di levatura assai maggiore rispetto a quel primo tentativo fiorentino, trae il libretto, a firma di Alessandro Striggio, dalla Fabula di Orfeo di Angelo Poliziano, e si compone di un prologo e cinque atti. Alla "prima" del 24 febbraio seguì una replica, il 1¼ marzo 1607. In queste occasioni fu stampato solo il testo letterario di Striggio, mentre la partitura fu pubblicata un paio di anni dopo e consentì a quest'opera di essere ripresa, fare fortuna, e contribuire alla diffusione dello stesso "genere" dell'opera lirica. "La partitura dell'Orfeo di Monteverdi – dice il direttore, Alessandro De Marchi – è precisissima. D'altra parte, invece, il basso continuo (l'accompagnamento al clavicembalo) non ha indicazioni fisse. Poi c'è la divisione spaziale dell'orchestra, è come se Monteverdi pensasse a più gruppi di strumenti. Escogiterò quindi una divisione spaziale fra i vari gruppi." L'orchestra e i solisti, infatti, utilizzeranno in maniera creativa il Teatro Chiabrera. Le orchestre saranno divise in "Terrestre", "Celeste" e "Infernale", con strumenti e cantanti che si disporranno a seconda della necessità sul palcoscenico, nei palchi o nelle balconate, sottolineati da giochi di luce. La biglietteria del Teatro dell'Opera Giocosa ha orari 10:00-12:00 e 16:00-19:00, tel. 019/8485974. Prezzi per Monteverdi: da 15,00 a 25,00 euro. Dopo l'Orfeo monteverdiano andrà in scena "Orfeo ed Euridice" di Gluck, il 9 e l'11 novembre, e in anteprima per le scuole l'8 novembre.

LA BOHEME al Teatro Coccia di Novara


Massimiliano Caldi

Massimiliano Caldi, dirigerà La Bohème di Puccini il 9 e 11 novembre al Teatro Carlo Coccia di Novara, per la stagione operistica del teatro, chiamato dal maestro Carlo Pesta con il quale collabora da diversi anni.
La Bohème sarà replicata il 23, 24 e 25 novembre al Teatro Sociale di Mantova.
La Fondazione Teatro Coccia ha voluto commemorare il 150° anniversario della nascita di Giacomo Puccini con questa nuova produzione de La Bohème che inaugura l'apertura della stagione operistica 2007-2008.
Direttore artistico e musicale dal settembre 2006 dell'Orchestra da Camera Slesiana di Katowice e direttore principale dal 1998 dell'Orchestra da Camera Milano Classica, Massimiliano Caldi è inoltre dal 1999 il direttore artistico del Festival Musica in Valle a Tregnago, Verona e dal 2004 il direttore onorario dell'Orchestra Sinfonica Giovanile "Karol Szymanowski" di Katowice e il vicedirettore artistico del progetto Hausmusik del Rotary International.
Caldi negli ultimi anni si è distinto sia in campo sinfonico che operistico in Italia e all'estero e tra i suoi prossimi impegni dirigerà Orphée et Eurydice di Gluck il 12 e 17 gennaio al Teatro Comunale di Bologna con gli Allievi della Scuola dell'Opera italiana.
La Bohème, opera in quattro atti, fu composta da Puccini sul libretto di Illica e Giacosa e fu rappresentata per la prima volta al Teatro Regio di Torino nel 1896. Capolavoro indiscusso di Puccini, La Bohème è ambientata nella Parigi del 1830 e narra della vita di un gruppo di giovani artisti nel quartiere latino alle prese con difficoltà di ogni genere, che tuttavia non riescono a far perdere loro lo smalto della giovinezza.

Interpreti:
Mimì (soprano), Loredana Arcuri
Musetta (soprano), Silvia Dalla Benetta
Rodolfo (tenore), Massimiliano Pisapia
Marcello (baritono), Paolo Bordogna
La regia è di Aldo Tarabella.
Movimenti coreografici di Cristina Molteni
Disegno luci Jean Paul Carradori
Coro e Corpo di ballo del Teatro Coccia
Maestro del Coro, Gianmario Cavallaio
Maestro concertatore e direttore, Massimiliano Caldi
Orchestra Sinfonica Carlo Coccia

WERTHER a Jesi col debutto di Antonio Gandia

Dopo 18 anni di assenza, da mercoledì 7 novembre alle ore 21, torna al Teatro Pergolesi di Jesi il WERTHER di Jules Massenet, dramma lirico in quattro atti, in un nuovo allestimento frutto della coproduzione internazionale tra Fondazione Pergolesi Spontini e Teatro dell’Opera di Nizza. Secondo titolo operistico nel cartellone della 40esima Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi, Werther sarà replicato venerdì 9 novembre (ore 21) e domenica 11 novembre (ore 16), con l’anteprima riservata ai giovani il 5 novembre alle ore 16. Il Maestro Donato Renzetti debutterà nella direzione del capolavoro di Massenet proprio a Jesi. Dal 2007 è direttore principale ed artistico dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana, che dirigerà al Teatro Pergolesi per Werther il 7 e 9 novembre. Il regista francese Paul-Émile Fourny firma la regia dell’allestimento. Le scene sono di Charlie Mangel e i costumi di Véronique Bellone. Altro debutto, nel ruolo di Charlotte, sarà quello del mezzosoprano Anna Bonitatibus. Nella compagnia di canto saranno inoltre il tenore spagnolo Antonio Gandia che debutta nel ruolo di Werther, Armando Ariostini (Borgomastro), Vittorio Prato (Albert), Alessandro Cosentino (Schmidt), Bruno Pestarino (Johann), e Rocio Ignacio alla sua prima prova nel ruolo di Sophie.
Il coro di voci bianche della Scuola Musicale G.B. Pergolesi è diretto da Michele Quagliani. L’11 novembre l’Orchestra Filarmonica Marchigiana sarà diretta da Alessandro Longo, pure al suo debutto in questo titolo operistico.

Cosi fan tutte alla Scala con i giovani dell'Accademia

Progetto Accademia

In collaborazione con

Accademia d’Arti e Mestieri dello Spettacolo Teatro alla Scala 

COSI’ FAN TUTTE

Dramma giocoso in due atti

di  Wolfgang Amadeus Mozart

su libretto di  Lorenzo Da Ponte 

Allestimento del Teatro alla Scala (1983) 

Direttore  OTTAVIO DANTONE

Regia  MICHAEL HAMPE

ripresa da Caroline Lang

Scene e costumi  MAURO PAGANO

 

Personaggi e interpreti

Fiordiligi       Teresa Romano / Eleni Ioannidou / Sae Kyung Rim

   Dorabella           Francesca Ruospo / Natalia Gavrilan / Ketevan Kemoklidze

   Ferrando            Leonardo Cortellazzi / Arthur Espiritu / Fabrizio Mercurio

  Guglielmo            Fabio Capitanucci / Guido Loconsolo / Christian Senn Vasquez

   Despina               Nino Machaidze / Ye Won Joo / Irina Kapanadze

   Don Alfonso       Elia Fabbian / Simone Del Savio / Nikoloz Lagvilava

Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala

Coro dell’Accademia del Teatro alla Scala

Maestro del Coro Alfonso Caiani

Date:

venerdì 2 novembre 2007 ore 20 – prima rappresentazione

sabato 3 novembre 2007 ore 20 – fuori abbonamento

domenica 4 novembre ore 20 – riservato abbonati Teatri Circuito Lirico Lombardo

martedì 6 novembre 2007 ore 20 – fuori abbonamento

giovedì 8 novembre 2007 ore 20 – Invito alla Scala

domenica 11 novembre 2007 ore 20 – turno N

lunedì 12 novembre 2007 ore 20 – turno M

giovedì 15 novembre 2007 ore 20 – turno O

sabato 17 novembre 2007 ore 20 – turno G

lunedì 19 novembre 2007 ore 20 – fuori abbonamento 

 

Prezzi: da 105 a 12,50 euro

Infotel: 02 72 00 37 44

La Lungu al Loggione

Irina Lungu, l’applauditissimo soprano in Luisa Miller e Traviata al Festival Verdi 2007 di Parma, è stata protagonista della puntata di "Loggione" andata in onda sabato 3 novembre 2007 alle ore 8.45 su Canale 5. La trasmissione dedicata alla musica lirica e sinfonica a cura di Vittorio Testa ha proposto un’intervista all’artista e alcuni estratti delle due opere da lei interpretate. La puntata è stata registrata nelle meravigliose sale del Museo Glauco Lombardi di Parma.