OPERAVIVA

anticipazioni, recensioni, notizie, discografie a cura di Sergio Albertini (per l'invio di news, materiali, segnalazioni, contatti: leute_heute@leonardo.it)

E...state all'opera! Nove opere in un atto all'Auditorium di Milano

"E,,,state all'opera!" -  è questo il titolo dell'annuale festival di concerti estivi dell'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, che vede, per il terzo anno consecutivo, ospiti i giovani cantanti della School of Music della Yale University: dal 28 giugno al 14 luglio, all'Auditorium di Milano, saranno presentate, in forma semiscenica, in 4 serate 9 opere in un atto o opere brevi.
Il festival si apre mercoledì 28 giugno, alle ore 19.30, con la prima ripresa moderna in Italia de Die theatralischen Abenteuer, opera in un atto realizzato da Johann Wolfgang Goethe sulla base de L'impresario in angustie di Domenico Cimarosa, con la successiva integrazione di quattro arie da Der Schauspieldirektor di Wolfgang Amadeus Mozart. La direzione è affidata a Giuseppe Grazioli, che da molto tempo collabora con l'Orchestra Verdi e con la Yale School of Music, dove lo scorso anno ha proposto anche Die theatralischen Abenteuer.

La rassegna prosegue lunedì 3 luglio, sempre alle ore 19.30, con due atti unici francesi, L'enfant prodigue di Claude Debussy, che nel 1884 vinse il Prix de Rome, e il fiabesco L'enfant et les sortilèges di Maurice Ravel. Il programma, che vede la partecipazione del Coro Verdi e del Coro di voci bianche 'I piccoli musici' di Mario Mora, è diretto dal Maestro francese Dominique Trottein, già nel luglio 2004 ospite sul podio della Verdi per la rassegna estiva 'Broadway a Milano'.

Lunedì 10 luglio alle ore 19.30 si torna in terra italica con i tre atti unici più famosi della storia dell'opera italiana: le opere Il Tabarro, Suor Angelica e Gianni Schicchi che formano il Trittico di Giacomo Puccini. Sul podio dell'Orchestra Verdi salirà il milanese Giampaolo Bisanti, classe 1972, che si è fatto conoscere al pubblico dell'Auditorium in occasione della recente serata speciale per la sottoscrizione 'Milano e La Verdi', il 28 marzo.

La rassegna estiva dell'Orchestra Verdi si conclude venerdì 14 luglio, alle ore 19.30, con un appuntamento dedicato a due atti unici del Novecento, che, nati a meno di dieci anni di distanza, rispecchiano tuttavia due culture musicali molto diverse tra di loro: il programma si aprirà con l'atto unico Trouble in Tahiti di Leonard Bernstein, successivamente integrato dal compositore nell'opera A Quiet Place. Nella seconda parte del concerto, invece, si eseguirà il primo lavoro teatrale del compositore francese Francis Poulenc, l'Opéra bouffe in un prologo e due atti Les mamélles de Tirésias. Il concerto, con la partecipazione del Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, è diretto dal direttore Giuseppe Grazioli.

In allegato il programma dettagliato con approfondimenti sulle singole serate.

La Yale School of Music, della Yale University, fondata nel 1894, ha una lunga tradizione come una delle più importanti istituzioni nella formazione di musicisti, cantanti e compositori professionisti. Con circa duecento studenti e sessanta facoltà è l'unica Accademia di Musica della Ivy League, ed è unica soprattutto perché tutti gli studenti che accedono alla Scuola hanno già ottenuto un precedente diploma. La Yale School of Music offre vari gradi di specializzazione, come il Dottorato in Arti Musicali (Doctor of Musical Arts), il Master in Arti Musicali (Master of Musical Arts), il Master in Musica (Master of  Music degrees), l'Artists Diploma', e il Certificate in Performance.

L'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, fondata nel 1993 da Vladimir Delman, si è imposta da alcuni anni come una delle più rilevanti realtà sinfoniche nazionali, con un repertorio che spazia da Bach al sinfonismo ottocentesco fino alla musica del Novecento. Nel 1998 è stato costituito il Coro Verdi, guidato sino alla sua recente scomparsa dal Maestro Romano Gandolfi. Sede stabile dell'Orchestra è l'Auditorium di Milano, dove ogni anno vengono proposte al pubblico più di trenta programmi sinfonici, con un'impaginazione in cui i classici sono affiancati da pagine meno consuete, oltre ad alcune stagioni attigue e a un'importante attività per i bambini e ragazzi, cui è dedicato anche un ciclo di concerti pomeridiani. L'Orchestra, spesso invitata in tournée in Italia e all'estero, è stata diretta dai più importanti direttori d'orchestra e ha sviluppato un'intensa attività discografica, incidendo più di 25 cd.


Per informazioni al pubblico:

Auditorium di Milano Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.201/2/3 

(Orari Biglietteria: tutti i giorni dalle 10 alle 19)
Date Concerti 28 giugno 2006 ore 19.30 3 luglio 2006 ore 19.30 10 luglio 2006 ore 19.30 14 luglio 2006 ore 19.30

Biglietti Posto unico: 20,00 Euro (Ridotto 15,00/10,00)

Abbonamento a quattro serate: 60,00 Euro (ridotto 45,00 Euro)

Una Boheme tra i castelli

 

 

Milano, 26 giugno. Un caloroso successo di pubblico ha concluso il ciclo la 'Bohème nei castelli' promossa dall'Associazione culturale europea Amici della Scala e della Lirica.  Ultima tappa ieri sera a Cusago, nel milanese. L'opera è andata in scena al chiuso, nel Teatro San Carlo, invece che nella corte Madonnina del Castello visconteo, a causa delle possibili piogge. Molto affiatato il cast composto nel versante femminile da Elin Young Hong, una tenera Mimì dal canto sicuro e Valeria Falini, elegante Musetta. Nel cotè maschile c'erano: il tenore Antonio Signorello, intenso Rodolfo, i baritoni Federico Longhi, Marcello dal canto preciso, Dong Il Park, brillante Schaunard, Massimiliano Chiavarone, che ha interpretato con verve vocale e scenica due ruoli, il padrone di casa Benoît e il consigliere di Stato Alcindoro. Al pianoforte Marco De Gaspari. La regia era di Salvo Ferrante (aiuto regista Daniela Monza), che ha sottolineato nell'impostazione dei movimenti scenici la freschezza e l'entusiasmo dell'allegra combriccola di giovani che affrontano fame e freddo col sorriso sulle labbra. Scene di Sormani e costumi della sartoria Arrigo di Milano. Molte le personalità del mondo della lirica presenti in sala: i soprani Daniela Dessì e Rossella Redoglia, il tenore Fabio Armiliato e i baritoni Lorenzo Saccomani e Orazio Mori, che hanno sostenuto con generosi applausi i più giovani 'colleghi'. L'iniziativa consiste in una tournée che ha portato l'opera di Puccini nei castelli dell'Italia del nord, fra Lombardia, Piemonte ed Emilia, con una compagnia di giovani scelta dall'Associazione culturale europea Amici della Scala e della Lirica. Le tre tappe precedenti (ogni domenica di giugno) hanno toccato Paderna, nel piacentino, dove la Bohème è stata allestita nell’omonimo castello, il 4 giugno. Poi nel maniero di San Gaudenzio, nel comune di Cervesina (Pavia) l'11, fino al castello di Bubbio (Asti), domenica 18. Il direttore artistico è Nicoletta Zanini. Alcuni dei giovani cantanti provengono dalla Scuola Musicale di Milano, di Foro Bonaparte. Per la prossima stagione, l'Associazione ha in programma 'Tosca, di Puccini, e 'La Traviata di Giuseppe Verdi, oltre a una serie di concerti, portati sempre nei castelli del Nord.

 

Il Tetaro "Belli" di Spoleto festeggia i suoi primi sessant'anni

Il Teatro Lirico Sperimentale “Belli” di Spoleto compie 60 anni e li festeggia l’8 settembre: al Teatro San Nicolò calcheranno le scene i nomi prestigiosi che proprio dal palcoscenico del Teatro Lirico spoletino hanno dato inizio alle loro carriere. Il tenore Giuseppe Sabbatini canterà con il soprano Cinzia Forte e con il basso Natale de Carolis; si esibiranno anche Micaela Carosi – la voce verdiana vincitrice del Premio della critica “Abbiati” – il tenore Massimo Giordano e il baritono Fabio Maria Capitanucci. Il 9 settembre avrà luogo anche un convegno sul Teatro. Intanto lo Sperimentale ha messo a punto la stagione estiva che prenderà il via il 12 agosto al Teatro San Nicolò con la 2a edizione di Eine Kleine Klostermusik: su un’idea del direttore artistico Michelangelo Zurletti sarà realizzata La Dirindina va a teatro con la partitura scarlattiana inframmezzata da Il Teatro alla moda di Benedetto Marcello (revisione di Andrea Amarante, concertatore e clavicembalista). La 60a Stagione Lirica sarà inaugurata il prossimo 14 settembre con il rossiniano Barbiere di Siviglia firmato da Giorgio Pressburger. Sul podio il giovane direttore Vito Clemente. Per informazioni, tel. 0743-221645

Mozart fa Da Ponte

Giovedì 29 giugno quarto appuntamento della rassegna "Wolfango de' Serenissimi Mozartini" intitolato "MOZART FA DA PONTE". Sono di scena, nell'Odeo di Palazzo Zabarella, le Memorie del Poeta di Mozart, interpretate da David Riondino, e un originalissimo florilegio di musiche del Salisburghese e di altri autori dell'epoca d'oro del melodramma italiano (cantate dal soprano Susanna Armani e suonate da un valente ensemble di musicisti coordinati dal violinista Carlo Lazari). Le Memorie, scritte a a New York tra il 1823 e il 1827, sono un romanzo autobiografico di straordinaria finezza letteraria in cui l'autore si fa alfiere della letteratura italiana illustre, ma prende anche appassionatamente le difese della vituperata lingua poetica del melodramma da lui stesso rappresentata nel solco della 'scola' di Metastasio e Goldoni. La narrazione gira poi intorno ad un giocoso leitmotiv letterario - i denti - che funge da metafora del mestiere del poeta e di una sorta di poesia "da masticare con la vita di tutti i giorni". A Giuseppe II che dice del Don Giovanni "Non è pane per i denti dei miei viennesi" Mozart risponde "Diamo loro il tempo da masticarlo". E alla fine lo stesso Da Ponte, diventato poeta-pasticciere a New York, commenta a tema l'attività della sua bottega: "Qui si vendono zuccherini e crostate italiane; e se alcuno entrerà nel mio magazzino, gli farò vedere il Petrarca o qualch'altro de' nostri poeti, e sosterrò che sono i nostri più dolci zuccherini, per chi ha denti da masticarli".
Le letture di David Riondino diventano "quasi un nuovo genere di spettacolo" grazie all'intreccio del testo con musica eseguita dal vivo: una esilarante successione antologica della librettistica tra Sette e Ottocento. C'è, naturalmente, il Mozart maggiore e dapontiano: Arie dal Don Giovanni e da Così fan tutte. Ma il sorriso di Mozart 'genio minore' ricompare anche in veste più ludica e rara dal suo prezioso e segreto repertorio di giochi musicali, non-sense, enigmi: si ascolterà persino un piccolo inedito mozartiano Kv209a -Un dente guasto e gelato - (parafrasi di un testo goldoniano) che un'inaspettata coincidenza 'tematica' rendeva irrinunciabile.

Inizio spettacolo ore 21, in prevendita a Musica Musica, interi 20 Euro, ridotti 15 Euro

Aida, la "regina" dell'Arena

Dopo l'inaugurazione con Cavalleria rusticana e Pagliacci, l'84° Festival areniano prosegue proponendo oggi domenica 25 giugno l'opera più amata e seguita dal pubblico, Aida di Verdi, per il quinto anno consecutivo nel fortunato allestimento firmato da Franco Zeffirelli, che risulta essere il più programmato di sempre nel cartellone areniano, secondo solo alla riproposta dell'allestimento storico del 1913 (avvenuta nel 1982 a cura di Gianfranco de Bosio e presentato in 13 edizioni fino al 1998).
L'impianto scenografico del celebre regista fiorentino è incentrato sulla grande piramide girevole che domina il palcoscenico e attorno alla quale si sviluppano le vicende della schiava etiope innamorata del condottiero egizio che sconfigge le truppe degli invasori guidate dal padre di Aida, fino al tragico e struggente epilogo che vede i due innamorati cercare la morte assieme.
La regia di Franco Zeffirelli (che firma anche le scene) è ripresa da Marco Gandini con i costumi di Anna Anni. Sul podio, per dirigere i complessi artistici areniani, Daniel Oren, beniamino degli spettatori e grande protagonista in Arena; maestro del Coro Marco Faelli.
La compagnia di canto prevede Amarilli Nizza nel ruolo del titolo, Piero Giuliacci (Radames), Marianne Cornetti (Amneris), Mark Rucker, (Amonasro), Giacomo Prestia (Ramfis), Marco Spotti (Il Re). Completano il cast Enzo Peroni e Nicoletta Curiel, rispettivamente Un messaggero e Sacerdotessa. Myrna Kamara e Giovanni Patti saranno i danzatori solisti per la coreografia di Vladimir Vassiliev.
Dopo la prima Aida avrà 15 repliche: il 29 giugno, a luglio nei giorni 2, 9, 16, 20, 23, 26, 30 e in agosto il 6, 9, 13, 15, 20, 24, 27.

Alla Rassegna Lirica Torelliana di Fanoscena due opere con protagonista il baritono Bruno Taddei

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La Rassegna Lirica Torelliana porta in scena, in questi giorni il dittico di opere buffe Gianni Schicchi (Giacomo Puccini) e Parlatore Eterno (Amilcare Ponchielli). Stasera, alle 21.15, al Teatro della Fortuna è prevista la prova generale mentre la prima è in cartellone per mercoledì 28 giugno e la replica domenica 2 luglio. Il Gianni Schicchi precederà, durante le tre serate, la messinscena del Parlatore Eterno e, protagonista assoluto sarà Bruno Taddia, il baritono che vestirà i panni prima di Gianni Schicchi e poi di Lelio Cinguetta, il Parlatore Eterno.
Bruno Taddia, qual è il suo rapporto con l'opera buffa?
"L'opera Buffa è il perno del mio repertorio perché ho avuto una formazione, diciamo "indirizzata": il mio insegnante, infatti, è stato un grande interprete di questo genere musicale e mi ha trasferito le sue competenze. In particolare amo molto il Gianni Schicchi, che ho interpretato già nel 2003 e che sono contento di poter rifare perché con tre anni d'esperienza in più ho la possibilità di affinare alcune cose".
Quali sono i motivi della sua affezione al Gianni Schicchi?
"Rispetto al resto del repertorio comico, i personaggi del Gianni Schicchi sono molto più vicini alla realtà e al quotidiano di quanto non possa sembrare. Infatti, se per il pubblico la situazione teatrale è buffa e risibile, ad un'analisi più attenta delle sonorità si comprende quanta suspance ci sia".
Riguardo allo scherzo comico di Ponchielli, invece?
"Il Parlatore Eterno è un grandioso esperimento, non solo perché Ponchielli fu uno dei personaggi più importanti dell'opera ottocentesca dopo Verdi, ma soprattutto perché la rielaborazione della partitura ha trasformato l'opera in qualcosa si contemporaneo che, in realtà, è assai difficile da trovare sui palcoscenici di tutto il mondo. Il libretto del Parlatore è straordinario e non posso esimermi dal dire che il lavoro di Mariani ha reso l'opera davvero divertente".
Quant'è difficile essere nei panni di due protagonisti in una sola serata?
"Lo sforzo è grande perché nel passaggio da un'opera all'altra cambiano le istanze di recitazione e quelle vocali. Ho dovuto, perciò, trovare un sistema per distribuire bene le forze non solo tra le due opere ma anche tra una prova e l'altra e tra una rappresentazione e l'altra".



Il Bellini di Catania in Giappone. Entusiasmo per Norma

Applausi a valanga alla fine dell'opera e entusiasmo alle stelle per i mille spettatori della Gunma Kenmin-Kaikan, il grande e moderno teatro di Maebashi dove stasera il Teatro Massimo Bellini ha debuttato nella sua nuova tournée in Giappone. Sul palcoscenico c'era, per la prima volta nella storia di questa città a nord ovest di Tokyo, Norma di Vincenzo Bellini, una delle due opere che il Teatro porta in Terra d'Oriente, l'altra è la 'sconosciuta' La sonnambula, una vera e propria rarità per questo paese. E' stato un grande successo, nonostante i timori della vigilia dovuti al fatto che nessuno a Maebashi, città a nord ovest di Tokyo grande quanto Catania, aveva mai potuto assistere ad una rappresentazione del capolavoro del musicista catanese, avendo potuto vedere finora soltanto opere di altri compositori italiani, Verdi e Puccini sopra tutti.
Ed è proprio questo lo spirito con cui sia l'impresario giapponese KonzertHaus Co. sia la dirigenza del Bellini hanno voluto questa tournée: far apprezzare il genio musicale di Vincenzo Bellini in un Paese affamato di musica lirica ma che conosce poco o non conosce affatto il Cigno catanese. 'Siamo felici di questo successo -ha detto il direttore artistico del Bellini, Piero Rattalino, che guida la spedizione- soprattutto perché arriva in una città che non ha tradizioni musicali come quelle di altre grandi città giapponesi. Il pubblico ha mostrato di avere reagito molto bene ad un'opera per lui sconosciuta'.
Sul palcoscenico c'era la medesima compagnia di canto vista all'opera nel 2003 e che ha già fatto ascoltare in anteprima al pubblico catanese un anno fa questo bellissimo allestimento firmato dal regista Walter Pagliaro: il soprano Dimitra Theodossiou nel ruolo principale, il tenore Carlo Ventre in quello di Pollione, il mezzosoprano Nidia Palacios, Adalgisa, il baritono Riccardo Zanellato, Oroveso. Completano il cast Mariano Brischetto, Flavio, e Maria Grazia Calderone, Clotilde, due bravi artisti del Coro del Bellini, a testimonianza dell’eccellente livello raggiunto da tutta la formazione diretta da Tiziana Carlini. Sul podio il maestro Giuliano Carella, un belliniano doc che ha guidato l'ottima orchestra stabile del Bellini con grande intensità e trasporto. L'allestimento, una coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo, ha le scene e i costumi di Alberto Verso.
Il pubblico di Maebashi, man mano che le vicende narrate dal libretto di Felice Romani scorrevano sotto i loro occhi, ha mostrato di comprendere l'opera e lo ha più volte sottolineato con calorosi applausi al termine dei momenti più importanti, dalla sinfonia alla magica Casta diva, al coro Guerra, guerra!, fino al drammatico finale dell'opera, quando poi si è scatenato in vere e proprie ovazioni, applaudendo ininterrottamente per dieci minuti tutta la compagnia di canto sulla quale spiccava Dimitra Theodossiou, il direttore Giuliano Carella, l'orchestra e il coro.
Da domani si cambia città e opera. Il secondo debutto giapponese, quello per La sonnambula, avverrà sabato 24 giugno nella enorme città di Yokohama, tre milioni di abitanti ad un'ora e mezza da Tokyo. Lì il pubblico ha già conosciuto e apprezzato il Teatro Massimo Bellini per avere assistito, nell’estate 2003, ad una delle recite di La bohème di Puccini, portate in scena nella precedente tournée.

Il Bellini di Catania in Giappone, Successo per La Sonnambula

 

I giapponesi hanno scoperto e acclamato La sonnambula. L'opera di Vincenzo Bellini ha debuttato questo pomeriggio a Yokohama, la seconda metropoli del Giappone dopo la vicina Tokyo. I 1300 spettatori della Kanagawa Kenmin Hall hanno accolto con grande entusiasmo il capolavoro del Cigno catanese, una vera e propria novità perché nel Giappone quest'opera è eseguita raramente; per questa città è stata addirittura una prima assoluta.
La sonnambula è la seconda opera che il Teatro Massimo Bellini porta nella tournée cominciata due giorni fa a Maebashi con Norma.
Il successo è stato pieno e meritato. Quattordici minuti di applausi finali sono lì a testimoniarlo, divisi equamente tra compagnia di canto, direttore e orchestra, coro, allestimento. Particolarmente calorosi gli applausi per le due belle e brave primedonne, il soprano Cinzia Forte nel ruolo di Amina, e il giovane soprano Manuela Bisceglie in quello di Lisa. In particolare, al termine della preghiera 'Ah, non credea mirarti', la Cinzia Forte-Amina è stata sommersa dagli applausi, dai 'brava', perfino da qualche timida richiesta di bis, cosa del tutto inusuale per il pubblico giapponese. Ma tutta la compagnia ha meritato il convinto consenso del pubblico di Yokohama: il tenore Antonis Koroneos, Elvino, il baritono Frano Lufi, Il conte Rodolfo, il mezzosoprano Mariella Guarnera, Teresa, e i catanesi Antonino Alecci e Daniele Bartolini, rispettivamente Un notaro e Alessio, entrambi componenti del Coro del Bellini diretto da Tiziana Carlini.
Sul podio è salito il maestro Carlo Palleschi che ha diretto con mano sicura ed esperta l'orchestra del Bellini, raccogliendo alla fine il giusto riconoscimento del pubblico per se' e per la formazione da lui diretta. Consenso anche per l'innovativo allestimento, una produzione del Bellini, e per la regia curata da Elisabetta Marini.
Insomma, anche questo secondo debutto per la Tournée 2006 del Teatro Massimo Bellini in Giappone è stato un grande successo che ha riempito di gioia e di giusto orgoglio tutto il personale del teatro, dagli artisti del coro ai professori d'orchestra, dai maestri collaboratori agli artisti, che già alla fine del primo atto erano stati inondati di applausi.
La Sonnambula proseguirà il suo cammino giapponese di 'presentazione' a Tokyo, 29 giugno, 1 e 3 luglio, e a Nagoya, il 5 luglio. Domani, domenica 25 giugno, altra città, Omiya, altra opera, Norma. La tournée del Bellini non si ferma nemmeno per un giorno. Alla fine saranno state tredici le rappresentazioni, otto di Norma e cinque di Sonnambula. I debutti delle due opere nella capitale sono previsti per il 28 e il 29 giugno, quando sono attese nella Tokyo Bunka Kaikan anche le autorità locali e quelle italiane oltre alla stampa internazionale.

Opera Festival a Boboli

Si apre con l'estate 2006 la nuova stagione di OperaFestival, Festival Lirico della Toscana, la terza edizione del festival che ha riscosso grande successo presso il pubblico e presso gli addetti ai lavori. Ventitremila le presenze nell'edizione 2005, dove si manifesta con la massima evidenza il fascino esercitato dalla lirica su tutte le fasce di pubblico, sia in termini di età che di provenienza, con uno straordinario afflusso di turisti esteri che hanno assaporato l'eccezionalità del luogo scenico insieme alla qualità della produzione operistica italiana, forse l'attività artistica che meglio ha rappresentato il "genio" italiano nell'Ottocento. Con il rinnovato sostegno dell'Assessorato alle Attività Produttive e Turismo del Comune di Firenze ed in costante sinergia con le Associazioni Alberghiere, OperaFestival torna ad essere un appuntamento importante per gli appassionati del melodramma che si ritroveranno incantati dall'eterno fascino dell'opera vissuta e rappresentata in alcuni fra i più suggestivi luoghi della Toscana.

Durante la conferenza stampa che si è tenuta al Giardino di Boboli questa mattina, Silvano Gori, assessore alle Attività Produttive e Turismo di Firenze, ha così introdotto la rassegna: "Opera Festival è un progetto di qualità e la nostra volontà è di rendere stabile a Boboli la stagione dei concerti per offrire al pubblico fiorentino ma anche a quello straniero, un programma che offra eventi di alto spessore durante tutta l'estate". Entusiasta della manifestazione anche Stefano Marmugi, presidente del Quartiere 1, "Siamo contenti di supportare questo festival, perché comprende una serie di eventi che non solo valorizzano ma anche, è questa è la vera novità, "utilizzano" il bene culturale".

Il progetto Opera Festival 2006 prevede una ricca programmazione che vanta nella produzione di opere liriche la sua cifra artistica peculiare e il suo punto di forza. Due nuove produzioni, Carmen e La Traviata, sono quest'anno la punta di diamante di un calendario che ritroverà nel Giardino di Boboli a Firenze il naturale luogo d'elezione. Per l'occasione il Giardino di Boboli si trasformerà in un vero e proprio teatro che verrà allestito nello straordinario spazio del Parco delle Colonne, davanti alla Fontana del Nettuno e che avrà una capienza di oltre 2500 spettatori ( il comodo ingresso sarà da Porta Romana).

CARMEN di Georges Bizet (28 giugno,13,20,25 luglio ed 8 agosto) si avvarrà di un importante cast con Laura Brioli, apprezzata nei teatri di tutta Europa, nel ruolo del titolo, affiancata da Giorgio Casciarri, celebre tenore toscano che ha scelto OperaFestival per debuttare il suo Don Josè. Alla guida dei complessi di OperaFestival la bacchetta prestigiosa del Maestro ungherese Janos Acs, direttore di grande esperienza e notorietà il cui nome è legato ai concerti mondiali dei Tre Tenori (Carreras, Domingo, Pavarotti). Lo spettacolo (regia di Manu Lalli, scene di Nicola Visibelli e costumi di Paolo Manciocchi) vivrà di un imponente allestimento, di impianto tradizionale, venato dai chiaroscuri della storia della fatale gitana.

LA TRAVIATA di Giuseppe Verdi (6, 27 luglio, 3 agosto), per la direzione di Marco Balderi, già direttore del Coro del Maggio musicale, direttore artistico del Festival Puccini e reduce dai trionfi della sua Madama Butterfly all'Operà di Parigi, proporrà cantanti già ampiamente applauditi nei più grandi teatri ed anche nelle produzioni OperaFestival, il soprano Patrizia Zanardi, il tenore Luca Canonici ed il baritono Maurizio Scarfeo. La raffinata regia di Stefano Pasqualin si avvarrà dei costumi di Marcella De Faveri e le scene di Nicola Visibelli.

Tra gli altri appuntamenti figurano il concerto CARMINA BURANA di Carl Orff (26 luglio), la passione e la tecnica del BALLET FLAMENCO di JOSE' GRECO (1 agosto) e il concerto di FRANCO BATTIATO con l'ORCHESTRA DELLA TOSCANA (18 luglio).

Accanto alla Stagione del Parco delle Colonne, un'altra parte importante del festival si svolgerà nell'altrettanto magnifico spazio della Grotta del Buontalenti che ospiterà la rassegna concertistica. Dall'ingresso di Piazza Pitti il primo dei concerti sarà Le Stagioni di Vivaldi (15 giugno), seguito poi da appuntamenti con complessi da camera tra i più stimati, con un repertorio da Mozart a Beethoven, da Brahms a Chopin (20,22,25,29,30 giugno e 10 luglio).

La stagione di OperaFestival, inoltre, ritornerà nuovamente nella splendida Villa Medicea di Cafaggiolo a Barberino di Mugello, con quattro serate: Quintetto di Firenze (15 luglio musiche di Mozart, Schubert), LA TRAVIATA di G. Verdi (22 luglio), il Galà lirico dedicato alle più famose arie del repertorio operistico (29 luglio) e Le Stagioni di Vivaldi (4 agosto).

Si desidera infine sottolineare che tanti ed importanti sono gli aspetti legati ad un festival di produzione in Toscana, tra questi le realtà dell'Orchestra e del Coro OperaFestival, organici che Multipromo ha costituito e cresciuto in questi ultimi anni attingendo proprio alle principali realtà della Regione.

OperaFestival propone un'offerta ampia, di respiro internazionale, capace di attrarre l'attenzione del mondo culturale, del pubblico italiano e straniero, perfettamente coerente con gli straordinari spazi a disposizione che qualificano le manifestazioni e ne ricevono, a loro volta, nuova vita ed attenzione.

Arriva la Contessa Mariza

 

A conclusione della stagione Lirica e di Balletto e della serie di concerti straordinari come quello che ha visto protagonista l’Orchestra Sinfonica di San Pietroburgo diretta dal M° Yuri Temrkanov e la NewYork Philharmonic diretta dal M° Lorin Maazel , si apre per il Teatro Lirico Verdi la stagione dell'Operetta.
Dal 22 giugno infatti è aperta la biglietteria del Teatro secondo i consueti orari (feriali: 9-12;16-19 e festivo: 9-12) per la vendita dei biglietti per tutte le rappresentazioni dell’Operetta 'La Contessa Mariza'.
Quella che è considerata uno dei capolavori di Emmerich Kalman infatti, aprirà il prossimo 7 luglio le rappresentazioni del 37° Festival Internazionale dell’Operetta. Le repliche si terranno nei giorni 11,13,15,16 e 18 luglio.

Chiude la stagione del Verdi di Trieste con una nuova Traviata per la regia di Ranieri

La Stagione lirica del Teatro Verdi di Trieste si chiude con un nuovo allestimento di Traviata, l’intramontabile capolavoro di Giuseppe Verdi. L' opera risale al 1853, quando Verdi è particolarmente attratto da tematiche morali e sociali; in Traviata il grande compositore trasforma un dramma dal soggetto scabroso come La dame aux  camélias  di Alexandre Dumas figlio in un'opera di carattere morale con al centro della vicenda un amore travolgente e nobilitante ma impossibile sia per le convenzioni sociali del tempo sia per la storia della protagonista. Ultima composizione  prettamente belcantistica di Giuseppe Verdi la Traviata, dal punto di vista musicale, segna il passaggio dell'ispirazione dell'autore dalla dimensione vocale idealistica  del primo Ottocento ad una nuova dimensione realistica che caratterizza la sua produzione nella seconda metà del secolo. Ne è un esempio la protagonista che dall’esuberanza virtuosistica del primo atto, ambientato nell’atmosfera della Parigi di allora e   invaso  dalla  musica ballabile del tempo  come il valzer che domina l'intera scena, passa, attraverso i recitativi del secondo atto, alle delicate e trasparenti vocalità del terzo,  esemplificazione del dramma intimistico, misurato, umano e verosimile di Violetta.  La nuova messa in scena di Traviata, la ventottesima edizione dell’opera a Trieste dalla prima  datata 1856, è  realizzata dal  Teatro Verdi in coproduzione con il Teatro Lirico San Carlo di Napoli e, come la penultima edizione del 2000, è affidata alla bacchetta del M° israeliano Daniel Oren, appassionato interprete del repertorio verdiano. La regia è curata da Massimo Ranieri, artista impegnato  nell’attività canora, televisiva, cinematografica ma che realizza anche musical, interpreta teatro di prosa e di recente anche l’opera lirica. Nel 2003 infatti ha debuttato in questo campo curando con grande successo la regia  di Pagliacci e Cavalleria rusticana a Macerata e  nel febbraio 2005 ha firmato la regia di Elisir d'amore al San Carlo di Napoli. A Trieste con Traviata dunque, Ranieri è alla sua quarta  prova registica. Riferendosi all'opera ha affermato: "Sarà mia, completamente diversa dalle altre. Cercherò di attingere al romanzo, rispettando il libretto ma tirando fuori il dramma di questa ragazzina 23enne che muore di tisi, una ragazzina che invece è sempre stata dipinta come una quarantenne cortigiana". Ideatrice delle scene (insieme a Ranieri) e  autrice dei costumi è Nanà Cecchi,  attiva anche in campo cinematografico dove nel 1984  ha vinto il Davide di Donatello e nel 1987 il  Premio Osella della Mostra del Cinema di Venezia; le luci sono firmate dal light designer di fama internazionale Gigi Saccomandi.  Il ruolo di Violetta è  interpretato, in alternanza, da Inva Mula e Ermonela Jaho, artiste  di origine albanese affermate nei più importanti teatri d’opera europei e già protagoniste sul palcoscenico del Verdi la prima, nel ruolo di Antonia in Contes  d'Hoffmann nel 2001 e   la seconda, in quello di Micaela in Carmen nel 2004. Nel ruolo di Alfredo è impegnato il triestino Massimo Giordano, che ha iniziato la sua carriera internazionale proprio al Verdi nel Don Pasquale (1997/98) e Miro Dvorsky che è stato recentemente Pinkerton in Madama Butterfly e il Conte Danilo in  Vedova Allegra. Nel ruolo  di Germont padre  si alternano due artisti di fama:  Franco Vassallo e Roberto Servile; mentre il ruolo di Flora è affidato al mezzosoprano triestino Nicoletta Curiel. Nel cast figurano  anche Angelo Casertano nel ruolo di Gastone e Angelo Nardinocchi in quello del barone Douphol, mentre   Mario Bertolino è il Marchese d’Obigny e  Carlo Striuli  il dottor Grenvil. Enzo Peroni è Giuseppe, Maria Giovanna Michelini è Annina, e Giuliano Pelizon in alternanza con Ivo Federico interpretano il domestico di Flora e un commissionario.  La compagnia di canto, il coro istruito dal M° Lorenzo Fratini,  il corpo di ballo preparato da Mariano Brancaccio che firma la coreografia dello spettacolo e l’orchestra del Teatro Verdi debutteranno il 6 giugno, con  repliche l’ 8, 9, 10,11,13 e 15 giugno.

Lucio Silla di Mozart alla Fenice di Venezia

Foto del calco in gesso che ritrae il volto Lucio Cornelio Silla

Lucio Silla di Wolfgang Amadeus Mozart (23, 25, 27, 29 giugno, 1 luglio 2006 Teatro La Fenice) sarà diretta da: Tomas Netopil; regia Jürgen Flimm; interpreti principali: Roberto Saccà, Lucio Silla; Annick Massis, Giunia; Monica Bacelli, Cecilio; Veronica Cangemi, Lucio Cinna; Julia Kleiter Celia; Stefano Ferrari, Aufidio. Orchestra e Coro del Teatro La Fenice. Direttore del Coro Emanuela Di Pietro. Nuovo allestimento in coproduzione con Salzburger Festspiele. Prima rappresentazione a Venezia.

Dopo aver esplorato con la Finta semplice, nel febbraio 2005, l'approccio del giovane Mozart con la scena comica, quest'anno il Teatro La Fenice si rivolge ad una tra le prime esperienze operistiche del grande salisburghese nel genere serio: per l'esattezza alla terza, dopo Mitridate re di Ponto (dicembre 1770) e la «serenata teatrale» Ascanio in Alba (ottobre 1771).
Lucio Silla rappresenta la più impegnativa fatica del giovane Mozart per il pubblico italiano; al pari dei due precedenti lavori, l'opera era stata commissionata, in vista del carnevale 1772-73, dal Teatro Regio Ducale di Milano, dove il Mitridate era stato accolto con grande favore. Il libretto prescelto era stato steso da un letterato livornese, Giovanni de Gamerra, che con l'operista Mozart in un certo senso avrebbe avuto anche in seguito dei rapporti: suo (per l'esattezza da Sismano nel Mogol, libretto scritto per Paisiello) è il recitativo ed aria «A questo seno, deh vieni ' Or che il cielo a me ti rende» KV. 374 (1781) sua, per una ripresa a Dresda nel 1794, quella che sarebbe divenuta la più utilizzata fra le tradizioni italiane della Zauberflöte. Sbrigati i recitativi, Mozart si dedicò da novembre alle arie, come da prassi solo dopo aver conosciuto di persona le qualità vocali degli interpreti prescelti. Nel cast a disposizione fu complessivamente di buon livello; spiccavano in particolare gli interpreti per i ruoli di Giunia e Cecilio, cui Mozart riservò la scrittura più difficile: rispettivamente due stelle del canto italiano come il soprano Anna De Amicis e il castrato Venanzio Rauzzini, futuro interprete dedicatario del celebre mottetto Exsultate, jubilate KV. 165.

I Solisti di Operalaboratorio in "Auguri, Wolfgang!"

Quindicesima Edizione
Direzione Artistica Deborah Conte
Giovedì 22 Giugno ore 21,15

Auguri Wolfgang !

I Solisti di OperaLaboratorio

Le Arie da camera e i Notturni

di W. A. Mozart nel 250° della nascita

QUARTO CONCERTO

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L'Associazione " I Solisti di Operalaboratorio" nasce a Palermo nel 2002 in seguito ai tanti riscontri professionali ottenuti negli anni dagli apprendisti del progetto OPERALABORATORIO, realizzato grazie all'Accordo di Programma fra l'Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo e la Fondazione Teatro Massimo.
Grazie all'opera infaticabile dei suoi soci e del Direttore Artistico Elizabeth Smith, l'Associazione ha realizzato numerose produzioni liriche e concertistiche di rilievo. A seguito della pluridecennale attività di formazione dovuta ai Corsi di Operalaboratorio, diversi tra i numerosi talenti dell'Associazione hanno intrapreso importanti carriere.
Oltre ai tanti contratti di lavoro nelle varie stagioni italiane ed europee, determinante è stato l'inserimento nel cartellone della Fondazione Teatro Massimo di Palermo di un gruppo di 22 giovani cantanti provenienti dal progetto di apprendistato per la produzione "Lady in the Dark" di Kurt Weill nel 2001.
Quest' esperienza è servita da incentivo agli stessi giovani per tentare insieme ai docenti e ai tecnici del progetto Operalaboratorio, una forma di autogestione con un forte intento imprenditoriale.
I tanti contratti ottenuti in tutti i settori (dai cantanti, ai maestri e ai tecnici degli allestimenti) e i premi vinti dai giovani coinvolti sono il risultato tangibile dell'iniziativa. Leggendo i cartelloni delle stagioni liriche italiane è oggi facile incontrare il nome di molti dei Solisti, alcuni dei quali presenti nel programma Auguri Wolfgang! realizzato per i Concerti di Primaestate.
Tra le produzioni liriche dei Solisti le opere di Mozart Don Giovanni e Le Nozze di Figaro realizzate al Teatro Nazionale di Malta nel 2003 e nel 2004.

Una Regina della Notte al Ravenna Festival

È tra le mura del piccolo Teatro Comunale di Russi che, dalla sceneggiatura muta e visionaria di Cristina Mazzavillani Muti, sta in questi giorni prendendo corpo una nuova creazione del coreografo Micha van Hoecke che con il "suo" Ensemble è da sempre chiamato a dare forma e a interpretare i temi che di anno in anno il Festival si è dato.

Giovedì 22 giugno alle ore 21 (repliche 23 e 24) debutterà la nuova produzione di Ravenna Festival, "Regina della Notte", realizzata in collaborazione con il Comune di Russi e grazie al contributo di Mercatone Uno e Gruppo Casalboni.

In questo 2006, anno deputato alle celebrazioni mozartiane, Ravenna Festival sceglie di evocare il grande e geniale salisburghese attraverso percorsi inesplorati, facendone proprio lo spirito, giocoso e inquieto al tempo stesso: "Regina della notte perché in questo personaggio del Flauto magico – spiega Cristina Muti - si cela la figura più enigmatica di tutta la produzione teatrale di Mozart. È insieme il bene e il male: madre disperata, in cerca della figlia rapita che mai troverà, e madre vendicativa, pronta per orgoglio a sacrificare il proprio amore. Non a caso Mozart scrive per lei acuti sovrumani, suoni che solo la disperazione può produrre, suoni che ci avvincono non per la purezza del timbro ma per la fatica fisica dell’emetterli, e per quella psicologica dell’ascoltarli".

Per questo disegno narrativo e coreografico le musiche del grande Amadeus sono rivisitate (e sorprendentemente accostate ad alcune pagine di Verdi) da Luciano Titi che, grazie alla preziosa collaborazione di Tempo Reale (Francesco Giomi e Damiano Meacci ) - il centro fondato da Luciano Berio, che da quasi vent’anni è punto di riferimento per le nuove tecnologie in musica -, spinge la ricerca sonora verso sentieri di spazializzazione e di elaborazione elettronica.

"Nella spasmodica ricerca della figlia, la figura notturna della Regina risveglierà i tanti personaggi mozartiani che popolano il nostro immaginario, da Don Giovanni a Cherubino, da Papageno a Figaro, da Susanna alla Contessa… per usarli e disfarsene, fino a scomparire, inquietante regina madre, sulle note struggenti del Lacrimosa, dal Requiem. Quasi il simbolo di un’umanità lacerata e dolente, pronta a contraddirsi e dolorosamente annullarsi, ma anche a ritrovarsi nelle altezze assolute che la musica di Mozart sa raggiungere".

Micha van Hoecke, si muove in questo caso in bilico tra regia e coreografia, alla guida dello "storico" Ensemble che, fondato 25 anni fa, si caratterizza per la vocazione interdisciplinare e per uno straordinario lavoro sulla fusione fra danza, arte scenica, canto e musica. Ad accogliere il disegno coreografico saranno le scene di Stefania Battaglia, mentre i costumi - pensati tra le austere convenzioni dell’opera seria e un’immaginario teatro di burattini – saranno quelli di Massimo Poli, già più volte impegnato a Ravenna al fianco di Micha, e il disegno luci di Valerio Alfieri.

La prevendita è in corso presso la biglietteria di Ravenna Festival – Via Mariani 2 Ravenna – telefono 0544 249244 e on-line collegandosi al sito www.ravennafestival.org

Biglietteria serale dalle ore 20 al Teatro Comunale di Russi, via Cavour 10 (Biglietti da 10 a 35 euro).

La Cantatrice e l'Usignolo. A Treviso


Prende il via giovedì 22 giugno la rassegna estiva MUSEI D'ESTATE al Chiostro di Santa Caterina. Il primo concerto prevede la partecipazione dell'eclettico soprano Daniela Benori, in grado di spaziare con disinvoltura dal genere brillante - come l'operetta e la romanza da salotto - a quello sacro e, cantando in diverse lingue, dalla melodia francese al Lied tedesco fino alle canzoni di musical e di film. Con Daniela Benori si esibiranno la flautista Federica Lotti, brillante concertista, docente al Conservatorio "B. Marcello" di Venezia e Enza Ferrari al pianoforte.
Il programma si annuncia di grande originalità: dalla Capinera del compositore tedesco Julius Benedict alla Sonata per flauto di Donizetti, composizione giovanile del grande operista, alla Variazione su un tema di Rossini di Chopin per flauto e pianoforte. In chiusura di serata, il "concertato" per voce, flauto e pianoforte La cantatrice e l'usignolo di Fischetti


L'Inferno di Don Giovanni in fondo al mare. Al Ravenna Festival

 

Debutta, oggi, martedì 20 giugno alle ore 21 (repliche il 21 e 22), al Magazzino dello zolfo Don Giovanni all'Inferno, lo spettacolo creato da Eugenio Barba col suo Odin Teatret su commissione di Ravenna Festival nell'anno mozartiano.

Il gruppo danese, fondato e diretto dal regista italiano che ha aperto nuovi orizzonti del teatro nel secondo Novecento, si confronta qui con un classico e lo fa in maniera radicale. "È un confronto eretico, profondamente rispettoso della tradizione, quindi impegnato a lottare contro di essa" afferma il regista.

Don Giovanni all'Inferno è il primo dei due eventi del festival che vedono coinvolto l'Odin, impegnato anche nella presentazione di un corale Ur-Hamlet a fine luglio. La figura del grande libertino – analogamente a quella di Amleto – viene riletta nella sua sostanza di archetipo, non solo attraverso le fonti lasciate dal suo primo creatore letterario Tirso de Molina, ma anche interrogando il Don Juan aux Enfers di Charles Baudelaire. Barba ne guarda l'"originaria sostanza scellerata" per mostrarla senza le mediazioni operate dalla letteratura, che ne ha fatto un gioiello d’arte "incapace di fare paura".

Nella consapevolezza che il personaggio di Don Giovanni affonda le proprie radici in aree culturali e linguistiche diverse, l'Odin ne mette in rilievo l'universalità radicata in miti ancestrali, e nello stesso tempo la modernità evocata dal suono delle musiche di Mozart (Don Giovanni e il Requiem), dalla loro energia destabilizzante.

In una dimensione onirica lievemente declinata all'horror, i personaggi del mito, da Zerlina a Donna Anna, dal Commendatore a Leporello, appaiono come abitanti di un'Aldilà sottomarino, dove l'alter ego di Don Giovanni è una scimmia che ne rappresenta la dimensione atavica. Come un tuffo nel mistero che unisce amore e morte, commedia e tragedia, inganno e realtà, lo spettacolo, a tratti gioioso, malinconico e feroce, pone inquietanti interrogativi sull'uomo.

Don Giovanni all'Inferno viene allestito al sulfureo Magazzino dello zolfo, dove l'Odin ha creato una situazione scenica particolare che dispone il pubblico secondo diverse direzioni di sguardo, come vuole la tradizione del linguaggio scenico della compagnia. Diviso in due parti, lo spettacolo vede in scena, oltre agli attori dell’Odin, anche l'Ensemble Midvest composto da nove elementi, il flautista indiano Annada Prasanna Pattanaik e gli Sciucarèn del Gruppo Folk Italiano "Alla Casadei" diretti dal maestro Bruno Malpassi.

Andrea Bocelli e 'Il Concerto del Cuore'

 

Mercoledì 5 luglio 2006, a bordo della Nave Costa Concordia - nuova Ammiraglia di Costa Crociere alla sua presentazione in anteprima alla Città - presso la Stazione Marittima di Genova, si svolgerà "Il Concerto del Cuore", una serata benefica con cena di gala ed evento musicale, i cui proventi saranno utilizzati per acquistare una TAC del valore di quasi un milione di euro per l'Istituto Scientifico Pediatrico Giannina Gaslini.
Dopo molti anni di assenza, torna ad esibirsi a Genova Andrea Bocelli, che sarà accompagnato dal Direttore d'Orchestra Marcello Rota, dalla soprano Patrizia Orciani e dalla prestigiosa Orchestra del Carlo Felice in un evento straordinario, che vedrà la partecipazione degli artisti e dei loro collaboratori a titolo gratuito in favore del Gaslini. Lo spettacolo, condotto da Pippo Baudo, si svolgerà alle 19.30 nella suggestiva cornice del Teatro Atene della Nave Costa Concordia: circa 1300 i posti disponibili. Seguirà cena di Gala. Per partecipare alla serata (che comprende cena di gala e concerto) è richiesto un contributo di 170 euro per i posti in Platea, 120 euro per i posti in Galleria, 100 euro per i posti in Loggione.
Per informazioni e prenotazioni, è attivo - dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 17 - un numero verde gestito da AMIT 800907080. Per chi volesse contribuire allo scopo dell'iniziativa, senza prendere parte all'evento, è possibile fare un'offerta presso Banca Carige, Sede di Genova, conto corrente bancario n. 65000/80 dipendenza 040 CIN W ABI 6175 CAB 1400 intestato ad Arcidiocesi di Genova, SOTTOSCRIZIONE A FAVORE DIAGNOSTICA PEDIATRICA ISTITUTO GASLINI.
"Il concerto del cuore" è un grande progetto ideato, promosso e coordinato da Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, che ha attivato e mobilitato significative realtà del nostro territorio con l'obiettivo di valorizzare e aiutare l'attività scientifica e di cura a favore dei bambini, svolta con livelli di eccellenza dall'Istituto Scientifico Pediatrico Giannina Gaslini. "Grazie alla solidarietà delle grandi aziende chiamate a raccolta da S.E. il Cardinale Bertone - spiega il prof. Vincenzo Lorenzelli, Commissario Straordinario dell'Istituto Gaslini - e a tutti coloro i quali vorranno partecipare a questa grande iniziativa, saremo in grado di dotare il reparto di Radiologia di una delle più avanzate strumentazioni diagnostiche, per primi in Italia a livello pediatrico": uno strumento fondamentale per il Gaslini anche perché la nuova Tac multistrato potenzierà la diagnostica in tutti i reparti dell'ospedale, e l'elevatissima velocità permetterà di evitare disturbi nella rappresentazione degli organi (causati dal battito del cuore, dai movimenti respiratori e dai movimenti spontanei del bambino), con notevoli miglioramenti nella diagnosi e la quasi completa eliminazione delle anestesie".

Anche quest'anno sostengono attivamente questa importante iniziativa benefica Banca Carige, Costa Crociere, Erg, Ignazio Messina & C. e Trametal (Gruppo Malacalza). Grande è l'impegno anche di Assindustria Genova, di Stazioni Marittime Genova e delle testate locali che anche quest'anno affiancheranno l'evento. Il Concerto del Cuore ha ricevuto il patrocinio di Comune e Provincia di Genova e della Regione Liguria. La campagna pubblicitaria che sosterrà l'evento, come nella passata edizione, è stata curata pro bono dall'agenzia di grafica genovese Xedum.

Ad Oderzo, la Tosca in piazza

Tante stelle nelle serate dell'estate 2006 a Oderzo. E tante anche le emozioni autunnali che l'associazione Oder atto II riserverà al pubblico di Opera in Piazza Festival, con il ricco programma di spettacoli selezionati dai direttori artistici Maria Grazia Patella e Miro Solman. Per la quindicesima edizione di Opera in Piazza, infatti, la vitalissima associazione opitergina ha allestito un cartellone di grande prestigio e fascino per soddisfare le richieste del pubblico, da sempre primo interlocutore di riferimento per le scelte operate dal Festival, che può a buon diritto dirsi la manifestazione musicale più importante dell'estate della Marca trevigiana. Cartellone che inaugurerà il 1 luglio nell'opitergina Piazza Grande, teatro oramai consueto per grandi spettacoli, che ospiterà un nuovo allestimento della pucciniana Tosca realizzata proprio dall'associazione Oder atto II, che si avvarrà anche dell'inedita collaborazione con l'Orchestra Filarmonia Veneta 'G.F.Malipiero'. Nel cast spicca il nome del tenore Nicola Martinucci, che sarà un Mario Cavaradossi di fama internazionale al fianco di una Tosca che avrà la voce di Chiara Angella, giovane soprano già in grande evidenza ed in procinto di debuttare al Comunale di Firenze ne La Forza del Destino diretta da Zubin Mehta. Con loro, anche la comprovata esperienza d'altre due autentiche glorie del belcanto nazionale: Silvano Carroli (Scarpia) e Alfredo Mariotti (Sagrestano), diretti dall'autorevole bacchetta di Lorenzo Castriota Skanderberg e dalla titolatissima regia di Beppe De Tomasi inizio spettacolo ore 21.00 Info: www.operainpiazza.it

L'opera alle Terme di Caracalla

Dal 24 giugno al 9 agosto il Teatro dell'Opera di Roma torna alle Terme di Caracalla per la stagione lirica estiva 2006. Dal 24 giugno in un nuovo allestimento, il balletto La Vestale con musiche di Ludwig van Beethoven, Gioachino Rossini, Gaspare Spontini diretto da Marcello Rota per la regia di Beppe Menegatti con Carla Fracci nel ruolo della Gran Vestale; Madama Butterfly di Giacomo Puccini dall'8 luglio diretta da Donato Renzetti con la realizzazione visiva di Renzo Giacchieri; Aida di Giuseppe Verdi, dal 18 luglio diretta da Alain Lombard, regia e visualizzazione di Paolo Miccichè; infine Turandot di Giacomo Puccini dal 29 luglio diretta da Alain Lombard regia di Henning Brockhaus in un nuovo allestimento di Elio Toffolutti. Rispetto alla stagione 2005 un ventaglio più ricco di offerte con tre opere e un balletto ed una capienza aumentata a 2770 posti nonché una più accurata resa fonica in tutti i settori.

Sabato 24 giugno, alle ore 21.00, apre la stagione estiva delle Terme di Caracalla LA VESTALE, gran ballo tragico da una pièce anonima Julie ou La vestale (1786), e dal dramma Ericie ou la vestale (1787) di Jean-Gaspard a loro volta ispirati ai Monumenti antichi inediti spiegati e illustrati (pubblicati in italiano nel 1767) di Johann Joachim Winchelmann. Balletto in due atti con le musiche di Ludwing van Beethoven, Gioachino Rossini e Gaspare Spontini su libretto di Salvatore Viganò.
"La Vestale a Caracalla danzerà in un impianto scenico che suggerisce e ricorda la facciata del Teatro alla Scala, nella mirabile struttura architettonica decorativa di Giuseppe Piermarini. Un tributo dovuto a quel grande teatro - dicono Carla Fracci e Beppe Menegatti - che per primo nel mondo promosse le nuove idee di Salvatore Viganò che rivoluzionarono all'epoca la maniera di fare teatro e seguitano ad essere fonte di ispirazione per tutti noi teatranti." "Nel mettere in scena ora per Caracalla «La Vestale» - dice Beppe Menegatti - è stato tenuto conto non solo del libretto di Salvatore Viganò, ma anche di quello di Victor-Joseph-Ètienne de Jouy che servì così autorevolmente a Gaspare Spontini.
Il ricordo delle idee registiche di Luchino Visconti, che chiaramente aveva letto con attenzione il libretto di Salvatore Viganò per il gran ballo tragico, sono state un'ottima guida per il nuovo spettacolo. Ora Carla si assumerà il ruolo della Gran Vestale, che fu nell'opera, della indimenticabile Ebe Stignani: se vi sembra poco...".
Coreografia Paul Chalmer, Direttore d'Orchestra Marcello Rota, Ideazione e regia Beppe Menegatti, Scene e Costumi Elena Mannini, Impianto scenico Cristian Biasci. Interpreti principali: Gran Vestale Carla Fracci, Emilia Gaia Straccamore / Cristina Saso, Decio Ygor Yebra / Fabio Grossi, Divertissement Laura Comi, Mario Marozzi, Riccardo Di Cosmo, Alessandro Tiburzi, Alessia Barberini, Gianni Martelletta, Manuel Paruccini, Anjella Kouznetsova. Orchestra e Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera. Nuovo allestimento. È una novità assoluta per Roma. Repliche: domenica 25, martedì 27, mercoledì 28, venerdì 30 giugno ore 21,00.
Da sabato 8 luglio, alle ore 21 alle Terme di Caracalla, MADAMA BUTTERFLY di Giacomo Puccini. Tragedia giapponese in tre atti su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa. La prima rappresentazione dell'opera risale al 17 febbraio 1904 al Teatro alla Scala a Milano e, non avendo raccolto il successo sperato, venne ripresentata a Brescia il 28 maggio dello stesso anno con alcuni rimaneggiamenti. Nell'estate del 1900 Puccini vide a Londra il dramma che Belasco aveva tratto da una novella dell'americano John Luther Long, mutandone in tragedia il convenzionale lieto fine e ne parlò a Illica e a Giulio Ricordi con la certezza di aver trovato un nuovo personaggio affascinante (Cio-Cio-San); la stessa certezza mantenne per la musica di Butterfly.
Fu presentata al Teatro dell'Opera il 25 marzo 1908 con protagonista Maria Farneti; Arturo Toscanini la diresse nel 1914, Aureliano Pertile fu uno dei protagonisti nell'edizione del 1916, Rosina Storchio nel 1919, Gilda Dalla Rizza nell'edizione del 1920, nel 1939 la Madama Butterfly fu diretta da Victor De Sabata; Toti Dal Monte, Tito Gobbi e Giuseppe Taddei la interpretarono nel 1940; Antonino Votto la diresse nel 1947; Magda Olivero la cantò nel 1955; Renata Tebaldi nel 1959; Gavazzeni nel 1961 con Antonietta Stella; nel 1975 Renata Scotto; Daniel Oren la diresse nel 1990 con Raina Kabaivanska; Yuri Ahronovitch la diresse nel 1995. Alle Terme di Caracalla venne eseguita per la prima volta il 29 giugno 1947 con Adriana Guerrini come protagonista e la direzione di Vincenzo Bellezza.
Maestro concertatore e Direttore Donato Renzetti, Realizzazione visiva Renzo Giacchieri, Coreografia Hal Yamanouchi. Interpreti principali: Madama Butterfly (Cio-Cio-San) Isabelle Kabatu / Mina Tasca Yamazaki (9, 12/7), Suzuki Renata Lamanda, Kate Pinkerton Miriam Artiaco, F. B. Pinkerton Roberto Aronica / Roberto Costi (9, 12/7), Sharpless Giovanni Meoni, Goro Mario Bolognesi, Il Principe Yamadori Davide Malandra, Lo Zio Bonzo Giancarlo Boldrini, Il Commissario Imperiale Danilo Serraiocco. Orchestra e Coro del Teatro dell'Opera. Allestimento del Teatro dell'Opera.
Repliche: domenica 9, martedì 11, mercoledì 12 luglio ore 21,00.
Da martedì 18 luglio, alle ore 21.00, AIDA, opera in quattro atti di Giuseppe Verdi su libretto di Antonio Ghislanzoni che sviluppa una trama abbozzata in francese da Camille du Locle in collaborazione con lo stesso musicista. Commissionata da Ismail Pascià, vicerè d'Egitto, per festeggiare l'apertura del Canale di Suez nel 1870, l'opera fu, invece, rappresentata l'anno seguente, poiché la guerra franco-prussiana ritardò l'apprestamento degli scenari e dei costumi in Francia. Fu rappresentata pertanto la prima volta a Il Cairo al Teatro dell'Opera il 24 dicembre 1871.
Nella stesura di Aida, Verdi tenne presenti le esigenze spettacolari del grand-opéra creando un risultato artistico che, come osservò Pinzauti, si individua nella estrema varietà di atteggiamenti caratterizzati da esplosioni di scenografia musicale che fecero, e fanno tuttora, di Aida una delle opere più popolari.
La prima italiana fu messa in scena sei settimane dopo a Milano al Teatro alla Scala.
Già apparsa alle Terme di Caracalla nel 1938 e 1939, l'opera verdiana inaugurò il 12 luglio 1945 la prima stagione estiva del dopoguerra. Direttore Gabriele Santini ed interpreti Maria Caniglia, Fedora Barbieri, Galliano Masini, Raffaele De Falchi e Giulio Neri. Da allora, quasi ogni anno fino alla forzosa chiusura del 1993, l'Aida ha costituito l'appuntamento più atteso dell'estate romana tanto che lo scrittore Giorgio Vigolo suggerì di chiamare il teatro delle Terme di Caracalla l'Aideo.
Maestro concertatore e Direttore Alain Lombard / Silvano Corsi (4/8), Regia e Visualizzazione Paolo Miccichè, Impianto scenico Antonio Mastromattei, Costumi Alberto Spiazzi, Elaborazione grafica Patrick Watkinson, Controllo fotografico Luca Dalcò, Coreografia Karole Armitage. Interpreti principali: Aida Olga Romanko / Maria Carola (20, 25/7; 4/8), Amneris Ildiko Komlosi / Marianne Cornetti (21, 25/7; 4/8), Radames Franco Farina / Nicola Martinucci (20, 25/7; 4/8), Amonasro Silvano Carroli / Silvio Zanon (20, 25/7; 4/8), Ramfis Oren Gradus / Alfredo Zanazzo (20, 25/7), Il Re Alessandro Guerzoni / Armando Caforio (20, 25/7; 4/8), Un messaggero Alessandro Cosentino / Angelo Casertano (25/7; 2, 4/8), Una sacerdotessa Mimì Park / Claudia Cozzari (20, 25/7).
Orchestra, Coro e Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera. Allestimento del Teatro dell'Opera. Repliche: giovedì 20, venerdì 21, martedì 25 luglio, mercoledì 2, venerdì 4 agosto ore 21,00.
Da sabato 29 luglio, alle ore 21.00, TURANDOT, dramma lirico in tre atti e cinque quadri di Giacomo Puccini su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni dalla omonima fiaba teatrale di Carlo Gozzi. Lasciata incompiuta da Puccini, l'opera fu completata da Franco Alfano sugli appunti rimasti. Fu rappresentata la prima volta il 25 aprile 1926 al Teatro alla Scala a Milano con la direzione di Arturo Toscanini. La sera della prima esecuzione, giunti al terzo atto, dopo La morte di Liù, Toscanini, deposta la bacchetta, si rivolse al pubblico dicendo "Qui il maestro è morto", lasciando, quindi, la sala nel silenzio generale. Dopo solo quattro giorni, il 29 aprile 1926, fu messa in scena anche al Teatro Costanzi, concludendo il 30 maggio dello stesso anno l'attività lirica del Teatro. Interpreti furono Bianca Scacciati, Rosina Torri e Francesco Merli sotto la direzione di Edoardo Vitale. Fra le interpreti delle numerose edizioni successive si ricordano Gina Cigna e Amy Shuard. L'opera è stata, inoltre, più volte rappresentata anche nella suggestiva cornice delle Terme di Caracalla; tra gli interpreti delle diverse stagioni all'aperto spiccano Maria Callas, Mario Del Monaco, Giacomo Lauri Volpi e Magda Olivero.
Maestro concertatore e Direttore Alain Lombard. Regia Henning Brockhaus. Scene e costumi Ezio Toffolutti. Movimenti coreografici Maria Cristina Madau.
Interpreti principali: Turandot Giovanna Casolla / Gabriele Maria Ronge (1, 3, 6, 9/8), Calaf Marcello Giordani / Carlos Ventre (1, 3, 5, 9/8), Liù Anna Laura Longo / Cristina Barbieri (1, 5, 8/8), Timur Michail Ryssov, Ping Filippo Bettoschi / Armando Ariostini (6, 8, 9/8), Pong Mario Bolognesi, Pang Aldo Orsolini, Altoum Max Renè Cosotti, Mandarino Alberto Noli.
Orchestra, Coro e Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera. Nuovo allestimento.
Repliche: martedì 1 agosto; giovedì 3 agosto

Cos fan tutte al Parco della Musica di Roma. La regia di Daniele Abbado

L'anno mozartiano si arricchisce a giugno di una nuova produzione dell'opera Così fan tutte che debutta il 19 giugno con repliche il 21 e 23 giugno alle 20,30 nella Sala Petrassi dell'Auditorium Parco della Musica di Roma. L'opera, eseguita dall'Orchestra e dal Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, con la direzione di Roland Böer e la regia di Daniele Abbado, è frutto di una coproduzione della Fondazione Musica per Roma e dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. E' la prima volta che le due prestigiose istituzioni collaborano alla realizzazione di un'opera in forma scenica.

"Inizia con questa operazione - ha commentato Bruno Cagli, Presidente-Sovrintendente dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia - un rapporto con Musica per Roma, che potrà essere molto salutare sia per valorizzare tutte le Sale dell'Auditorium, sia per arricchire la vita musicale romana".

"E' la prima, importante, tappa di una collaborazione che in futuro si potrà rivelare estremamente proficua - dichiara Carlo Fuortes, Amministratore Delegato di Musica per Roma - ed é particolarmente importante che questa collaborazione si sperimenti con l'opera lirica, allargando ulteriormente l'offerta culturale del Parco della Musica. Auspichiamo che l'opera all'Auditorium diventi un appuntamento fisso per i prossimi anni".

Nel cast di Così fan tutte, dramma giocoso in due atti su libretto di Lorenzo Da Ponte, i soprani Adriana Damato, Laura Polverelli e Nuccia Focile, il baritono Alex Esposito, il tenore Saimir Pirgu e il basso Andrea Concetti.

L'Opera Giocosa compie 50 anni e raddoppia la stagione

teatro Chiabrera

 

Il "Centro Culturale Lirico Sinfonico Teatro dell'Opera Giocosa", per tutti semplicemente l'Opera Giocosa, compie cinquant'anni.

L'anniversario cade in una stagione, come quella 2006, che vede un grande sviluppo dei programmi. La riapertura del Teatro Chiabrera e il grande successo delle due stagioni liriche estive organizzate nel Complesso Monumentale del Priamàr, hanno fatto sì che l'Opera Giocosa, "Teatro di Tradizione", debba praticamente raddoppiare la propria produzione, organizzando una nuova stagione estiva, avviata definitivamente alla continuità, e naturalmente una regolare stagione autunnale nel rinnovato Chiabrera, il teatro della città. Ciò è possibile grazie all'attenzione di sostenitori, che affiancano il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, quali la Regione Liguria, il Comune di Savona, la Fondazione A.De Mari, la Fondazione Carige e la Provincia di Savona. Inoltre, a partire dalla presente stagione, si sviluppano notevolmente anche i rapporti di collaborazione tra l'Opera Giocosa e altri Teatri di Tradizione italiani, nonché con la Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo e della Liguria, una delle dodici Istituzioni Concertistico Orchestrali riconosciute dallo Stato e, al pari dell'Opera Giocosa, Istituzione Culturale di Interesse Regionale. La stagione sul Priamàr andrà da sabato 24 giugno a sabato 15 luglio, con la presenza in cartellone di due titoli operistici e di un concerto, ospitati nel suggestivo contesto storico-ambientale del Piazzale del Maschio.

LA FORZA DEL DESTINO, di Giuseppe Verdi, sarà in scena sabato 24 e domenica 25 giugno, alle 21:15. Opera particolare, dalle commistioni tra il tragico e il comico, venne rappresentata la prima volta nel 1862 al Teatro Imperiale di San Pietroburgo. Il soggetto viene dal dramma Don Álvaro ó La fuerza del sino di Angel Pérez de Saavedra, dal quale Verdi estrapola l'idea di un destino ineludibile, capace di guidare inesorabilmente i personaggi. la Forza del destino è una coproduzione tra i Teatri di Tradizione dell'Opera Giocosa di Savona e il Teatro Sociale di Rovigo (a sua cura l'allestimento), il Teatro Comunale di Modena, la Fondazione Teatro Goldoni di Livorno, il Teatro Comunale di Bolzano. Vede la presenza dell'Orchestra Filarmonia Veneta "Malipiero" e del Coro del Teatro Sociale di Rovigo (Maestro Giorgio Mazzucato) e sarà diretta da Lukas Karytinos, eccellente Maestro greco, presente nei cartelloni europei, con la regia di Pier Francesco Maestrini e scene di Alfredo Troisi. Nella compagnia di canto Susanna Branchini, Chiara Angella, Keith Olsen, Emil Ivanov, Silvio Zanon, Carlo Kang, Paolo Battaglia, Enrico Iori, Tiziana Carraro, Claudia Marchi, tutti giovani cantanti. Con la compagnia di balletto Fabula Saltica, coreografo Claudio Ronda.

La seconda opera, L'ELISIR D'AMORE sarà in scena al Priamàr domenica 9, martedì 11 e giovedì 13 luglio, sempre alle 21:15. "Melodramma giocoso" di Gaetano Donizetti, del 1832, su libretto di Felice Romani ispirato a Le philtre del francese Eugène Scribe, Elisir è una pietra angolare nella storia dell'opera buffa, con personaggi del tutto originali nella storia di questo genere. L'allestimento, di proprietà dell'Ente, nacque quattro anni or sono in coproduzione con il Teatro Petruzzelli di Bari, ed è stato rappresentato al Teatro di Tenerife in Spagna, all'Aslico di Milano, al Teatro Rendano di Cosenza e nell'autunno del 2006 sarà all'Opera di Montpellier in Francia, con la regia di Davide Livermore e le scene e costumi di Santi Centineo. Nella politica di una ripresa di un allestimento che ha ottenuto successo si è voluta privilegiare una veste musicale nuova. La direzione è affidata al Maestro Massimiliano Stefanelli, che torna a Savona dopo aver diretto lo scorso anno l'Aida in occasione della riapertura del Teatro Chiabrera. Il ruolo di Nemorino sarà sostenuto da Massimiliano Pisapia, anch'egli giovane, ma già affermato tenore, presente nei cartelloni di teatri italiani ed esteri come Firenze e Lipsia; Adina sarà il giovane soprano Natalia Lemercier Miretti, selezionata tra numerose audizioni, e ancora Belcore, sarà Nicola Alaimo (nipote d'arte), che debutta nel ruolo, e Dulcamara, Stefano Rinaldi Miliani; con Marta Calcaterra nella parte di Giannetta. L'Orchestra sarà la Sinfonica di San Remo, il Coro Lirico e Voci Bianche "P.Mascagni" di Savona sarà diretto dal Maestro Franco Giacosa.

Chiude la parte estiva del 2006, sabato 15 luglio, ore 21:15, un CONCERTO ad opera dell'Orchestra Sinfonica di Sanremo, diretta da Marc Tardue, dedicato a Mozart.

In autunno la stagione tornerà al Teatro Chiabrera. Prima opera in programma il WERTHER di Jules Massenet, capolavoro assoluto del melodramma francese, che manca dal palcoscenico savonese dal 1907. Andrà in scena venerdì 13 ottobre, alle 20:30, e domenica 15 ottobre, alle 15:30 (con l'anteprima di giovedì 12 riservata agli studenti del Progetto Scuole). Il soggetto viene da "I dolori del giovane Werther" di Goethe, il testo più rappresentativo dello Sturm und Drang. Questo allestimento originale dell'Opera Giocosa, che nasce in coproduzione con il Teatro Sociale di Rovigo, vedrà la partecipazione del giovane tenore russo Dmitry Korchak, già in cartellone in vari teatri importanti italiani, come il recente debutto nella Sonnambula al Teatro dell'Opera di Roma, ed esteri (Salisburgo). Korchak si alternerà ad un altro giovane tenore, Saverio Fiore. Nel ruolo di Charlotte, il grande soprano Anna Caterina Antonacci, di ritorno a Savona dopo quindici anni nel momento migliore della sua carriera internazionale, che la vede presente nei cartelloni dell'Opera di Parigi, del Convent Garden di Londra e del Metropolitan di New York. Si alternerà, con Graciela Araya, importante mezzosoprano anch'essa presente nei cartelloni dei teatri internazionali; Albert verrà sostenuto dal baritono Fabio Previati. Anche questo titolo sarà accompagnato dall'Orchestra Sinfonica di Sanremo che sarà diretta da Giovanni Di Stefano, regista dello spettacolo sarà Marco Carniti, giovane regista in ascesa presente nei teatri esteri come Losanna, Madrid; scene di Alessandro Chiti, costumi di Giusi Giustino, con il Coro Lirico e Voci Bianche "Mascagni" di Savona diretto da Anita Frumento.

Ancora Francia per l'altro titolo in cartellone al Chiabrera: la celeberrima CARMEN di Georges Bizet, in programma venerdì 10 e sabato 11 novembre, sempre alle 20:30; (in anteprima per il Progetto Scuole, giovedì 9). Sarà un allestimento a cura della Fondazione Arturo Toscanini di Parma, coprodotto dal Teatro Municipale di Piacenza e dal Teatro dell’Opera Giocosa, e vedrà impegnati oltre all'Orchestra della Fondazione Toscanini, il Coro del Teatro Municipale di Piacenza diretto dal M° Corrado Casati e il Coro di Voci Bianche della Fondazione Toscanini, diretto da Silvia Rossi. Con l'Accademia di Danza Domenichino da Piacenza. Una Carmen adatta alle peculiarità del palcoscenico del Teatro Chiabrera e che vedrà realizzare gli intendimenti che l'autore aveva stabilito sin dalla prima, particolarissima esecuzione all'Opéra Comique di Parigi, nel 1875, quando incredibilmente non venne capita, fu accusata d'immoralità e di appartenere alla cosiddetta "musica dell'avvenire". Opera innovativa, in cui Bizet rivela tutta la sua genialità drammatica e la continua invenzione musicale, fu un crescendo sino al trionfo definitivo a Parigi otto anni dopo. Purtroppo Bizet non poté assistere alla fortuna di Carmen, poiché tre mesi dopo il debutto morì, a soli trentasei anni. Il direttore e concertatore sarà Julian Kovatchev, affermato musicista già presente nelle stagioni passate, il regista Beppe de Tomasi torna a Savona dopo aver firmato numerosi spettacoli anni or sono, le scene sono di Carlo Centolavigna, i costumi di Artemio Cabassi, le coreografie di Giuseppina Campolonghi; i cantanti, Hermine May, Laura Brioli, Luca Lombardo, Rubens Pelizzari, Yolanda Ayuanet, Luca Grassi, Mario Bellanova, Sergio Spina, Gianluca Valenti, Cristina Melis, Gladys Rossi, Mattia Denti.

Prosegue il PROGETTO SCUOLE, iniziativa propedeutica e parallela alla stagione a cura di Maurizio Sguotti e Gustavo Malvezzi dedicata alle scuole medie inferiori e superiori. Il progetto coinvolge ormai da quasi 10 anni e con grande successo migliaia di studenti liguri, configurandosi come un'iniziativa importante a livello nazionale fra quelle dedicate ai giovani.

La nuova faccia del Bol'oj

Il Teatro Bol'¨oj cambia aspetto: sia dalla facciata che dall'interno saranno infatti cancellati tutti i simboli di epoca sovietica e ripristinate le decorazioni risalenti all'epoca degli zar Romanoff. L'annuncio è stato dato da Georgy Vilinbakhov, responsabile di araldica del patrimonio dello Stato, che ha spiegato come si sia deciso di sostituire anche le insegne sovietiche che campeggiano sul timpano e sopra al palco reale con lo stemma che la Russia aveva nel 1956, anno in cui il teatro fu ricostruito dopo un incendio.

 

Quattro solisti alla Scala per Schumann e Brahms. Luned 19 giugno, alle 20

   

Quattro solisti di gran classe (Diana Damrau, soprano; Charlotte Hellekant, mezzosoprano; Michael Schade, tenore; Christopher Maltman, baritono) e di forbita cultura cameristica, tutti insieme in palcoscenico, in rappresentanza dei registri di soprano, mezzosoprano, tenore e baritono, muovono un programma rigoroso ma estremamente vario. Si comincia con lo Spanisches Liederspiel op. 74 di Schumann, fitto di duetti; si prosegue con gli Spanisches Liebeslieder op.138 , anch'essi un'alternanza di soli e duetti, e si conclude con il Brahms dei Lieberslieder op.52.Che cosa rende particolarmente ricco il programma? Il fatto che i "Canti d'amore spagnoli" di Schumann abbiano Introduzione e Intermezzo per pianoforte solo e che i "Canti d'amore" brahmsiani siano "18 Walzer per pianoforte a quattro mani e canto": la tastiera è un dialogante che pretende i suoi spazi e chiede due pianisti "alla pari" (Julius Drake e Justus Zeyen).Nel piccolo traffico dei sei solisti, non è difficile immaginare orecchi ben aperti e occhi puntati soprattutto sul soprano Diana Damrau, splendida Susanna nell'ultima ripresa delle "Nozze di Figaro" di febbraio, concordemente lodata dai critici e applaudita dal pubblico (insieme a Ildebrando D'Arcangelo).

La Medea di Pacini a Taormina

L'Orchestra Sinfonica Siciliana va in trasferta a Taormina, nell'ambito della Stagione Estiva 2006. Venerdì 16 e sabato 17 giugno, alle ore 20.45, nella magnifica cornice del Teatro Antico, sarà messa in scena l'opera lirica in tre atti Medea del compositore catanese Giovanni Pacini su libretto di Benedetto Castiglia. La rappresentazione rientra nel cartellone del "Festival Teatro dei Due Mari 2006 - VI ciclo di spettacoli". L'esecuzione della Medea in versione musicale e in forma semiscenica è una prima assoluta sia per il Festival che per l'Orchestra Sinfonica Siciliana. Il testo di Castiglia, inoltre, si sposa elegantemente con la partitura del Pacini, mentre la varietà di timbri dell'Orchestra la rende particolarmente indicata ad eseguire l'opera. Il direttore è Tyrone Patterson, il Coro è il "Francesco Cilea" di Reggio Calabria. Composta nel 1843, e basata sull'omonima tragedia di Euripide, Medea fu rappresentata per la prima volta a Palermo il 28 novembre dello stesso anno. Pacini, fecondo musicista ed ottimo compositore per il teatro, la rimaneggiò più volte in successivi allestimenti: una prima revisione fu presentata al Teatro Eretenio di Vicenza il 22 gennaio 1845, un'ulteriore versione fu rappresentata il 9 marzo del 1850 alla Fenice di Venezia, mentre la versione definitiva fu messa in scena al Teatro San Carlo di Napoli il 26 febbraio 1853. Per alcuni decenni la Medea di Pacini fu la più popolare nei teatri d'opera d'Italia, Russia e delle Americhe. Ad interpretare i personaggi, al debutto taorminese, un nutrito cast: il soprano Simona Baldolini (Medea), il soprano Maria Di Benedetto (la sacerdotessa Cassandra), il soprano Maria Francesca Mazzara (la serva di Medea, Licisca), il tenore Sergio Panajia (il condottiero e marito di Medea, Giasone), il baritono Alex Sanmartì (il re di Corinto, Creonte), il basso Antonio Stragapede (il sacerdote, Calcante). La regia e l'allestimento sono di Gianmaria Romagnoli.

Massimiliano Caldi dirige a Busseto il Rigoletto. Protagonista, Leo Nucci

Massimiliano Caldi con Leo Nucci

Il 2, 6, 8 e 9 luglio Massimiliano Caldi dirigerà al Teatro Parco di S. Maria degli Angeli di Busseto Rigoletto di Verdi in una nuova produzione della Fondazione Toscanini.
Prosegue la collaborazione di Massimiliano Caldi con la Fondazione Toscanini che lo ha voluto a dirigere Rigoletto. Insieme con Caldi sul palco sabato 2 luglio Leo Nucci dopo il successo che insieme hanno riscosso lo scorso giugno al concerto per il 35° anno dalla fondazione di Parma Lirica.

Gli altri interpreti sono:
Ivan Inverardi (6, 8 e 9 Rigoletto) / Roberta Canzian (2, 8) e Stefanna Kybalova Gilda / Celso Albelo ( 2, 8) e Valter Borin Il Duca di Mantova / Alexey Tihomirov Sparafucile / Angela Nicoli Maddalena / Floriana Longo Giovanna / Kostantinos Katsaras Monterone /  Gezim Myshketa Marullo / Luca Casalin Borsa / Lucio Mauti Ceprano / Giovanna Beretta La Contessa di Ceprano / Elena Borin Un Paggio
Regia e Scene di Beppe de Tomasi
Costumi di Artemio Cabassi
Maestro del Coro Marco Faelli
Assistente alla regia Renato Bonajuto
Luci Fiammetta Baldiserri
Coreografie Giuseppina Campolonghi
ACCADEMIA DI DANZA DOMENICHINO DA PIACENZA
ORCHESTRA E CORO DELLA FONDAZIONE ARTURO TOSCANINI

Due primedonne (o quasi) verdiane, dal Festival Verdi a Canale 5

   

Fiorenza Cedolins e Sylvie Valayre, recentemente applaudite al Teatro Regio di Parma nelle due opere in programma al Festival Verdi Il trovatore e Macbeth, saranno tra le protagoniste della puntata di "Loggione" in onda sabato 17 giugno 2006 alle ore 8.30 su Canale 5.

La trasmissione dedicata alla musica lirica e sinfonica a cura di Vittorio Testa proporrà alcuni estratti delle due opere presentate al Regio, rispettivamente, nell'allestimento firmato dal regista Elijah Moshinsky per la Royal Opera House Covent Garden di Londra e il Teatro Real di Madrid e nell'allestimento di Liliana Cavani realizzato dal Teatro Regio di Parma in coproduzione con Fondazione Arena di Verona, ripreso dalle telecamere di Rai Trade.

L'altro Barbiere - di Paisiello - agli Arcimboldi

A soli dieci giorni dall'ultima replica, sempre agli Arcimboldi, del popolarissimo Barbiere di Rossini, viene presentata la versione meno nota, ma altrettanto brillante, di Paisiello. Questa particolare scelta non intende solo offrire agli appassionati la rara opportunità di un confronto a breve distanza fra i due capolavori, ma anche dare la possibilità a un pubblico più vasto di scoprire un'opera che ebbe enorme successo in passato e che oggi è poco presente nelle programmazioni teatrali.
Nei due Barbiere, infatti, se comune è lo spunto di partenza - il soggetto tratto dalla commedia di Beaumarchais - diversi sono i libretti e la concezione musicale, pur nell'identità di certi passaggi obbligati. Quella di Paisiello precedette nel tempo l'opera di Rossini: fu infatti rappresentata per la prima volta nel 1782 al Teatro di Corte di Pietroburgo e, fino al 1816, anno del debutto del Barbiere rossiniano che per qualche tempo la mise un po' in ombra, fu riproposta altre sei volte in tutta Europa. Un dato, questo, eccezionale per l'epoca: il suo successo, ripetutosi puntualmente nelle riprese dell'Ottocento e del Novecento, è dovuto al perfetto connubio tra musica e azione, punto di arrivo e di massimo esempio di opera-buffa napoletana.
Lo spettacolo al Teatro degli Arcimboldi ripropone, rinnovandolo, un pregevole allestimento del 1998 al Teatro Fraschini di Pavia con la regia di Andrée Ruth Shammah e scene e costumi di Emilio Tadini. L'ambientazione è uno spazio luminoso e semplice, i costumi sono essenziali e senza tempo, bastano dei tricorni colorati per definire i personaggi ed evocare un'epoca. Un'epoca, quella di Paisiello, che si vuole piena di grazia, di seduzione e di joie de vivre evocati con spontaneità e naturalezza dagli interpreti, in un gioco tra finzione e realtà irresistibile e divertente.
L'opera sarà diretta dal Maestro Antonello Manacorda, sul podio dell'Orchestra I Pomeriggi Musicali di cui è stato recentemente nominato Direttore Musicale. Nella giovane e spigliata compagnia di canto spiccano Andrea Porta (Figaro), Francesca Lanza (Rosina), Francisco Gattel Abre (Almaviva), Luca Tittoto (Don Basilio) e Giuseppe Nicodemo (Bartolo).
Il libretto dell'opera, è attribuito all'abate Giuseppe Petrosellini, narra degli stratagemmi architettati dal giovane conte d'Almaviva insieme all'astuto Figaro, per strappare la sua amata Rosina alle mire del vecchio e geloso Don Bartolo. Travestimenti, equivoci, sotterfugi, colpi di scena: ci sono tutti gli elementi dell'opera buffa settecentesca, la cui fortuna fu proprio quella di dar voce a personaggi ispirati al quotidiano, facilmente riconoscibili dal pubblico.
Il Barbiere di Siviglia di Paisiello, insieme alla rassegna Nu Music realizzata lo scorso febbraio e marzo, costituisce il contributo artistico della Fondazione I Pomeriggi Musicali al cartellone per il rilancio del Teatro degli Arcimboldi, firmato da Paolo Arcà, dopo il rientro al Piermarini del Teatro alla Scala. Alla riapertura degli Arcimboldi però, la Fondazione I Pomeriggi Musicali ha partecipato in maniera ancor più ampia e concreta, grazie alla fiducia accordatale dal Comune di Milano che le ha conferito l'incarico di gestirne e amministrarne l'intera attività produttiva e artistica fino al 30 giugno 2006.
All'inizio dell'incarico la Fondazione è intervenuta sulla struttura del palcoscenico arricchendola e adeguandola con nuove dotazioni, in tempi ristrettissimi, alle imminenti esigenze di una programmazione artistica estremamente articolata. Solo così è stato possibile sfruttare il Teatro in tutte le sue potenzialità, preparandolo a rispondere con la massima agilità alle esigenze di una programmazione che ha visto succedersi rapidamente balletti classici e concerti rock, il jazz più intimista e le incursioni pop del Divo.
Alla chiusura della Stagione, la Fondazione I Pomeriggi Musicali guarda con grande soddisfazione al compito svolto in questi mesi che ha prodotto oltre 4.000 giornate lavorative, solo tra tecnici e addetti alla sala, e totalizzato oltre 90.000 presenze agli spettacoli.

L'unica apparizione italiana della Netrebko ? Al Tuscan Sun Festival!

E' di eccezionale qualità il cartellone della IV edizione del Tuscan Sun Festival dal 5 al 20 agosto a Cortona, uno degli eventi più importanti nel panorama della musica classica. I migliori musicisti del mondo, quattro orchestre, musica da camera, grandissime voci, e così via. A questo si aggiunga la Sezione Arti Visive con quattro mostre d'arte, scultura e fotografia; la Sezione Letteratura con tre incontri con scrittori, e poi appuntamenti più leggeri articolati nell'arco della giornata fino ad arrivare al Dopofestival nel chiostro di Palazzo Casali. Il tutto nella splendida cornice di Cortona, piccola città gioiello, ormai meta stabile di un turismo culturale italiano e internazionale che l'ha eletta culla della grande musica in Italia.
Per la sua quarta edizione, il Tuscan Sun Festival di Cortona, un appuntamento ormai imperdibile non solo per gli esperti o per una cerchia di raffinati estimatori, ma anche per un nuovo tipo di pubblico conquistato da un'atmosfera così intima e raccolta di strettissimo contatto con gli artisti e affascinato da performance assolutamente uniche come è il caso quest'anno dell'attesissimo concerto dell'11 agosto in piazza Signorelli (godibile peraltro, grazie a schermi giganti, anche da altre piazze della città) che vede nell'unica data italiana per il 2006 ANNA NETREBKO e DMITRI HVOROSTOVSKY. "Il Tuscan Sun Festival è la situazione ideale per esibirsi e gli standard artistici sono di un livello altissimo" - ha dichiarato Anna Netrabko.
L'edizione del 2006 si annuncia, se è possibile, ancora più memorabile delle precedenti. Barrett Wissman, Presidente della IMG Artists e fondatore del Festival, presenta, insieme ai Direttori Artistici Nina Kotova e Frances Mayes e ai Direttori Musicali Antonio Pappano, Stéphane Denève e Dmitry Sitkovetsky, il parterre davvero unico nel panorama italiano dei più talentuosi musicisti della musica classica mondiale. Dal giovanissimo pianista cinese Lang Lang, un vero fenomeno, al grande Pinchas Zuckerman, un genio musicale di intenso magnetismo; dalla prodigiosa Sarah Chang alla mezzosoprano Susan Graham, una delle cantanti più ricercate e con una magnifica presenza fisica. E ancora, Joshua Bell, uno dei violinisti più straordinari e apprezzati al mondo e Vadim Repin in cui si combinano tecnica impeccabile e immensa poesia. Direttori come Antonio Pappano reduce dai fasti del suo primo anno con l'Orchestra di Santa Cecilia di Roma e ormai per Cortona 'il Maestro' per eccellenza. Grandissima attesa, si diceva, per lo straordinario concerto dell'11 agosto per il quale già si annuncia il tutto esaurito, con prenotazioni da tutta Europa, perché ad esibirsi in coppia saranno la soprano Anna Netrebko, la grande diva della lirica, celebre per la voce di incredibile purezza, la bellezza carismatica e la presenza magnetica, e il popolare baritono russo Dmitri Hvorostovsky, dall'inconfondibile voce e l'incomparabile legato che ne fanno uno dei maggiori baritoni verdiani. Entrambi hanno scelto l'esibizione al Tuscan Sun Festival come unica apparizione italiana per il 2006, data quindi che sicuramente rimarrà memorabile anche considerando la presenza della Russian National Orchestra descritta come "un simbolo vivente di quello che c'è di meglio nell'arte russa" e della intensa e affascinante Nina Kotova.
Di questo festival colpisce non solo l'eccezionalità dei nomi, l'unicità di alcune date, la presenza di star anche molto glamour, ma la straordinaria qualità costante nell'intero arco dei 15 giorni con un livello altissimo per ognuno dei singoli concerti. Un cartellone unico in Italia e tra i pochissimi in Europa. Così come colpisce, gli stessi artisti per primi, quella felice condizione che fa del festival un'occasione ambita dai musicisti stessi per incontrarsi, stare insieme, fare comunità, con il pubblico che condivide questo spirito quando li incontra tra una prova e l'altra, in giro per la città o seduti al Caffè del Teatro, ormai un vero e proprio salotto del Festival. "Io adoro essere lì a Cortona - dichiara il Maestro Pappano - Ogni anno mi rendo conto che il pubblico cresce, aumenta eppure rimane intatta quell'atmosfera intima, raccolta, una situazione in cui il contatto, anche tra gli artisti, è molto facile."
Una delle novità più eclatanti di questo 2006 è che il Tuscan Sun Festival raddoppia e inaugura una manifestazione gemella negli Stati Uniti, il Festival del Sole nella Napa Valley in California, dal 16 al 23 luglio. In cartellone artisti del calibro di Renée Fleming, Joshua Bell, Alan Gilbert, Nina Kotova, the Emerson String Quartet, Anne Sofie Von Otter, Piotr Anderszewski, Stéphane Denève, Samuel Ramey, Frederica Von Stade, Nikolaj Znaider, Carlo Ponti Jr. e Sarah Chang.
"E' molto eccitante l'idea di creare due eventi davvero unici. Il nostro scopo è offrire stimoli piacevoli per tutti e cinque i sensi, facendo incontrare nell'ambito di uno stesso cartellone i più talentuosi e affascinanti interpreti della musica mondiale, insieme all'arte visiva, alla letteratura e alla cultura del buon vivere. Volendo uguagliare le suggestioni e l'ospitalità toscana, non si potrebbe immaginare un luogo al mondo migliore della Napa Valley", ha dichiarato Barrett Wissman, co-fondatore del Festival del Sole a Napa Valley.

Il Guarany di Gomes, ed altre pagine sinfoniche. All'aperto, a Villa Trabia

Secondo appuntamento con la Stagione Estiva 2006 per l'Orchestra Sinfonica Siciliana: venerdì 9 giugno alle ore 21.00 (replica domenica 11, alla stessa ora) il giardino di Villa Trabia ospiterà il concerto diretto dal Maestro argentino Fernando Alvarez. Vasto il programma scelto per il fine settimana: si apre con Il Guarany del brasiliano Gomes, un'opera-ballo in quattro atti su libretto di Antonio Scalvini e Carlo d'Ormeville, tratto dalla novella O Guarani di José de Alencar. Subito dopo sarà la volta di due pagine verdiane: l'ouverture Giovanna d'Arco - andata in scena per la prima volta a Milano il 15 febbraio 1845 - e i ballabili del Macbeth. Da Verdi a Ponchielli con la Danza delle ore, unico brano strumentale noto dell'autore lombardo. Tratta dalla riuscitissima opera teatrale La Gioconda, questa pagina fu eseguita per la prima volta alla Scala di Milano, l'8 aprile 1876. Chiusura di serata con due pezzi di Georges Bizet: Le Docteur Miracle, opera in un atto, andata in scena nell'aprile 1857 al Théâtre des Bouffes-Parisiens di Parigi, e Carmen Suite, omaggio a una Spagna sconosciuta che l'autore aveva interamente immaginato. Il debutto avvenne a Parigi il 3 marzo 1875 suscitando polemiche, proteste e discussioni a causa del soggetto immorale messo in scena. Entrambi i concerti sono validi come recupero, rispettivamente del 25 (turno pomeridiano) e del 26 (turno mattutino) febbraio 2006. Per i non abbonati l'ingresso al botteghino è di Euro 5.00 l'intero, 3.00 il ridotto.